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2008 06 27 * La Stampa * Fulvio Milone

NEL QUARTIERE GIANICOLENSE A ROMA, IL SOTTERRANEO DOVE SAREBBE STATA TENUTA PRIGIONIERA L’ORLANDI – LA VITA DISGRAZIATA DI SABRINA MINARDI, TRA UN MORTO AMMAZZATO IN CASA E UN FIGLIO MAI VISTO…

Agenti della Squadra Mobile e della Polizia Scientifica di Roma stanno perquisendo, dalle dieci di questa mattina, i locali e i sotterranei di un appartamento di via Pignatelli, all’angolo con Largo Ravizza, nel quartiere Gianicolense a Roma. L’abitazione sarebbe stata, secondo le indicazioni rese dalla teste Sabrina Minardi, una base logistica della Banda della Magliana all’epoca del rapimento di Emanuela Orlandi. Proprio qui, sempre secondo la ex compagna del boss della Banda della Magliana Enrico de Pedis, sarebbe stata tenuta prigioniera la sedicenne, cittadina Vaticana, scomparsa il 22 giugno del 1983 in circostanze mai chiarite.

Le perquisizioni sono state disposte per ordine dei magistrati Italo Ormanni, Simona Maisto e Andrea De Gasperis, ai quali è affidata l’indagine sui nuovi risvolti della vicenda Orlandi rivelati dalla ex compagna del boss. La Minardi, che da alcuni giorni sta rilasciando ai magistrati pagine e pagine di testimonianze spontanee sul suo ruolo nel presunto rapimento della giovane Emanuela, ha indicato agli inquirenti anche nuovi particolari sui delitti commessi dagli esponenti dell’organizzazione criminale nei burrascosi primi anni ‘80.

Altro appartamento, altro omicidio

Un giorno, in un altro appartamento di via Elio Vittorini (zona Eur), dove la Minardi abitava con il boss "Renatino" De Pedis, avrebbe aperto la porta di una delle tante stanze e avrebbe visto una cosa che non avrebbe mai voluto vedere: una persona morta con tanto sangue per terra. De Pedis le avrebbe detto di non impicciarsi e di farsi gli affari suoi, perchè lì c’era stata una riunione dalla quale qualcuno non doveva uscire vivo. La donna avrebbe preso la borsa e se ne sarebbe andata.

Divenuta ormai un fiume in piena, la ex compagna del boss ha raccontato anche di aver portato avanti una gravidanza per volere di De Pedis, conclusasi in una nota clinica della Capitale che fu al centro in passato di una clamorosa inchiesta giudiziaria, e dove - stando sempre alle dichiarazioni della Minardi- De Pedis avrebbe spradoneggiato.

E’ proprio nel periodo della gravidanza che l’ex compagna di Renatino sarebbe stata rinchiusa per la maggior parte del tempo nella casa di via Elio Vittorini, all’Eur, perchè il boss avrebbe temuto che, se lasciata libera, potesse andare ad abortire. La donna sostiene ancora che avrebbe perso le tracce del suo bambino dopo 6 mesi dalla nascita, ma che, comunque, sapeva che il figlio stava bene dalle parole di De Pedis che le avrebbe detto di non preoccuparsi perchè al bimbo non mancava nulla. Il suo compagno dell’epoca l’avrebbe messa davanti ad un bivio: fare la mamma o continuare a fare la prostituta e assumere sostanze stupefacenti.