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2009 08 23 * Libero * Dieci domande agli Agnelli * Maurizio Belpietro

Sono trascorsi dieci giorni da quando abbiamo cominciato a occuparci dei conti esteri di Gianni Agnelli. Come i lettori sanno, fummo i soli, il 13 agosto, a dare con grande evidenza la notizia che l'Agenzia delle entrate voleva vederci chiaro nella storia dei 2 miliardi di euro che l'Avvocato avrebbe accumulato nei paradisi fiscali.

Altri giornali preferirono liquidare il fatto con una breve in prima pagina, dimenticandosene immediatamente il giorno dopo. Quando ci accorgemmo della straordinaria discrezione con cui era stata trattata la questione, invitammo i colleghi a un sussulto di coraggio nei confronti di uno dei veri poteri forti di questo Paese, quello che ruota intorno alla sacra famiglia torinese.

Non perché volessimo fare i maestrini, semplicemente perché ritenevamo che un'indagine su 2 miliardi di euro di presunta evasione non fosse una bagatella da liquidare in poche righe, ma meritasse approfondimenti degni del caso. Dopo il nostro articolo, invece di rompersi, il silenzio è continuato. Sarà la calura estiva o molto più verosimilmente la paura lavorativa, che, in un periodo di crisi dell'editoria, fa temere a molti colleghi per il posto, sta di fatto che giornaloni e giornalini continuano a non fiatare.

Il solo a rompere il silenzio è stato ieri Vittorio Feltri, su il Giornale. Benvenuto, caro Vittorio, fra quelli che hanno voglia di saperne un po' di più sulla vicenda. Che attenzione, non è solo una questione di tasse non pagate, anche se dalle dimensioni di una manovra tremontiana.

E neppure è semplicemente una banale lite per l'eredità, che vede una figlia contrapposta alla madre perché ritiene che le spettino più soldi oltre ai molti che ha già avuto. Sì, ci sono le imposte e perfino le beghe di famiglia, che fanno scendere gli Agnelli dal piedistallo cui certa stampa li ha issati per anni e li collocano fra noi, che quotidianamente smoccoliamo contro il Fisco e se ci riusciamo evadiamo un po' di tributi, litigando pure con i parenti quando ci sentiamo fregati.

Ma la storia non è solo questa. Più si approfondisce e più si capisce che il punto vero della faccenda è un altro.

Se avete seguito gli articoli di Gigi Moncalvo, che spiegano le tesi di Margherita, avrete notato che tutto ruota intorno alle decisioni prese subito dopo la scomparsa di Gianni Agnelli.

Scelte che di fatto incoronano alla guida del gruppo Fiat John Elkann, il nipote dell'Avvocato, tagliando fuori sua madre, che era la legittima erede, e i suoi fratelli. In pochi giorni egli diviene il padrone, perché gli viene donata la quota di maggioranza della cassaforte di famiglia.

Lui e solo lui è l'erede. Chi ha deciso tutto ciò? Gianni Agnelli, è la risposta. Ma Margherita non ci crede, perché non ci sono disposizioni testamentarie, perché a dire che John è l'erede sono due arzilli vecchietti che collaborarono con il padre, Gianluigi Gabetti e Franzo Grande Stevens.

Il sospetto della figlia dell'Avvocato è insomma che i due abbiano favorito suo figlio, contando sulla giovane età e l'inesperienza per condizionarlo, o, addirittura, plagiarlo. Margherita è una pazza che s'inventa tutto, spinta da un marito, Serge de Pahlen, avido e rancoroso come lo descrivono gli uomini di casa Agnelli, oppure ha ragione e la legittima erede e gli altri figli sono stati scippati del controllo del più grande gruppo industriale del Paese?

Ecco, questo è il punto. Sono balle quelle della figlia dell'Avvocato, sono invenzioni di una mente fervida che non si raccapezza più tra le decine di società finanziarie costituite all'estero, o davvero a Torino qualcuno ha sfilato il controllo dell'azienda alla discendente diretta di Agnelli?

Voi capirete che la domanda non è peregrina e, al di là degli interessi della signora de Pahlen, come con disprezzo la chiamano Gabetti e Franzo Grande Stevens, c'è anche un interesse giornalistico. Si tratta di un colpo di stato aziendale, con i colonnelli che hanno preso il potere dentro la Fiat, o di un colpo di sole dell'erede del signor Fiat?

Finora, di fronte alle contestazioni di Margherita, a Torino hanno mantenuto un riserbo assoluto, evitando i commenti, un po' come si fa quando un parente dà di matto.

Naturalmente capisco l'imbarazzo, raddoppiato dal fatto che si parli di questioni venali come i soldi. Ma io credo che una risposta ci voglia e che questa storia un po' di chiarezza la meriti. E' ora di far luce su sei anni di veleni e di dubbi e di mettere in chiaro cosa è successo quando ancora la salma dell'Avvocato era calda.

Chi ha deciso cosa e perché? Chi ha pagato Margherita, chi ha scelto di donare le azioni a John, quante fondazioni gestiscono il patrimonio dell'Avvocato e chi le controlla?

Per questo Libero ha preparato dieci domande che gira alla famiglia, alla vedova Marella, a John, a Gabetti e a Grande Stevens. Bastano poche parole chiare. Dieci risposte che ci aiuteranno a capire se c'è da chiamare l'ambulanza o la polizia.

LE DIECI DOMANDE DI LIBERO AGLI AGNELLI

Perché è stata creata una fondazione all'estero, la Alkyone, per gestire una parte del patrimonio dell'Avvocato e la figlia Margherita ne è stata tenuta all'oscuro?

Perché Margherita esce dalla Dicembre, la cassaforte di famiglia, nonostante lo zio Umberto Agnelli l'avesse definita "l'unica erede"?

Perché all'Avvocato è stato consigliato da Gabetti e Grande Stevens di escludere Edoardo e Giovannino Agnelli dalla Giovanni Agnelli Sapaz?

Perché Marella ha tagliato i ponti con la figlia Margherita?

Perché le azioni della Dicembre vengono donate a John Elkan e i fratelli Lapo e Ginevra vengono esclusi?

C'è un documento che dimostra la volontà dell'Avvocato di designare John principale azionista della Dicembre?

In base all'accordo del 2004 Margherita Agnelli riceve 583 milioni da un trust delle Isole Vergini che non risulta nella fondazione Alkyone. Perché e chi lo gestisce?

Quali altri trust o fondazioni gestiscono il patrimonio degli Agnelli?

Chi ha disposto il bonifico da 109 milioni a Morgan Stanley in favore di Margherita?

Quanti giorni trascorre Marella Agnelli in Italia? Più di 187?