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2010 10 22 * Soldi * Gotti Tedeschi e Tremonti: flirt fra amicizia e poltrone * John Hawkins

«Non posso esprimere giudizi sulla classe politica italiana in generale ma credo che Giulio Tremonti sia il ministro dell'Economia più apprezzato e stimato da tutti in Europa». Ettore Gotti Tedeschi, presidente dell'Istituto per le Opere di Religione (Ior), non poteva essere più esplicito nel tessere le lodi del titolare del Mef.

C'è da chiedersi perché il "banchiere di Dio", finito da poco sotto indagine per una brutta storia di riciclaggio, tessa in modo così sistematico gli elogi del commercialista di Sondrio diventato il più importante ministro del governo di Silvio Berlusconi, se non addirittura il suo "commissario".

Le ragioni sono molteplici ma non c'è chi non veda che il processo di avvicinamento di Tremonti a Gotti Tedeschi è stato lungo e meticoloso, scandito da una serie di nomine su poltrone che contano. Qualcuno sostiene che l'amicizia fra i due sia di lungo corso, ma certamente ha subìto un'accelerazione col ritorno di SuperGiulio sulla scrivania che fu di Quintino Sella e con la nomina di Gotti Tedeschi a successore di Angelo Caloia alla testa della banca del Papa: il 12 luglio del 2008, infatti, Tremonti nomina l'uomo già esponente di punta della potente banca spagnola Santander in Italia, quale consigliere del Mef per gli affari economico-finanziari ed etici.

Quasi contemporaneamente la firma di Gotti Tedeschi debutta sul quotidiano confindustriale "Il Sole 24 Ore" diretto da Gianni Riotta, all'epoca in cui il presidente dell'associazione degli industriali Emma Marcegaglia andava d'amore e d'accordo col governo e con Tremonti. Nel settembre del 2009 il banker, esponente dell'Opus Dei e che già lavorò alla Akros del defunto finanziere Gianmario Roveraro, viene nominato presidente dello Ior dal segretario di stato del Vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, considerato molto vicino all'attuale esecutivo.

Qualche mese prima Tremonti lo aveva chiamato nel board della Cassa Depositi e Prestiti, il braccio armato finanziario del ministro. Per Gotti Tedeschi s'era trattato di un ritorno visto che nel consiglio d'amministrazione della Cdp c'era già stato fin dalla sua costituzione nel 2003 per uscirne nel 2007.

Ma Tremonti, che per il suo futuro politico ha strenuo bisogno di una "sponda" vaticana che non ha mai avuto, regala un'altra poltrona al banchiere di Dio, quella di consigliere della nuova Cdp Sgr, che Gotti Tedeschi occupa quasi contestualmente all'entrata come vicepresidente nel board di Industria e Innovazione, la newco quotata che opera nel business delle energie rinnovabili e che è presieduta da Giuseppe Garofano, un altro finanziere di lungo corso vicino all'Opus Dei.