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2000 01 31 * droghe * Gasparri è la rappresentazione più genuina e dozzinale di una politica criminale e criminogena che vede uniti governo e opposizione nel fare dei consumatori di sostanze proibite carne da macello elettorale.

Speriamo che la denuncia annunciata da Maurizio Gasparri contro il presidente dell'agenzia comunale sulle tossicodipendenze di Roma, Ignazio Marcozzi Rozzi, serva almeno a riaprire il dibattito. Dibattito che RAI e Mediaset non solo impediscono ma che ormai hanno relegato alle scaramucce tra AN e DS. Ieri sera, per esempio, a "Parlamento in" c'erano tutti fuorché gli antiproibizionisti radicali. C'era Gasparri che inveiva, Gloria Buffo che si difendeva e Berlusconi che cantava e invitava i ragazzi di una comunità al "Maurizio Costanzo Show", ben vestiti e rasati: mancavano Pannella e le decine di dirigenti e militanti radicali impegnati in processi per disobbedienza civile al proibizionismo.
Molti cittadini, nonostante siano trattati da cretini, hanno però capito che i milioni di consumatori clandestini delle sostanze proibite e la criminalità dilagante sono il prodotto di queste leggi, del conformismo e della miopia politica o solo di una presunta furbizia elettorale.
Governo e opposizione in questa occasione convergono nel fare dei consumatori di sostanze proibite carne da macello elettorale.
Quel che resta è solo e tutta la violenza di una politica criminale e criminogena che non può più essere considerata frutto di un errore, ma scelta consapevole che denuncia una incapacità genetica al governo delle cose.
Di questo l'ex Sottosegretario agli Interni Gasparri è la rappresentazione più genuina e dozzinale.