DROGHE :
"L'EUROPA NON PAGHI PER I DANNI CAUSATI DA ARLACCHI"
La "lotta senza tregua" al narcotraffico promossa dal Signor Arlacchi a nome dell'ODCCP (ufficio per il controllo delle droghe e la prevenzione del crimine dell'ONU) e sponsorizzata dal governo americano, rischia di costringere milioni di colombiani a lasciare le loro abitazioni. L'allarme è stato lanciato dal PAM (Programma Alimentare Mondiale dell'ONU) che chiede "con urgenza" ai paesi donatori fondi per fronteggiare questa crisi annunciata.
Roma, 31 Agosto
2000 - "L'ONU in questi anni ha lasciato Arlacchi libero di vaneggiare che
in pochi anni è possibile estirpare la droga dal mondo. Giova ricordare
che Arlacchi è segretario generale dell'ODCCP in ragione del fatto
che l'Italia è il maggior donatore finanziario dell'ODCCP e il governo
italiano lo ha nominato a tale incarico.
E' del tutto evidente che Arlacchi non è responsabile delle sue azioni:
ha investito in Afghanistan con il proposito di diminuire la produzione di
oppio e in un anno la produzione è raddoppiata. Un caso da licenziamento
in tronco per manifesta incapacità.
E invece si rimette l'elmetto e parte per la Colombia a combattere la "lotta
senza tregua" alla Coca.
Siamo agli inizi della lotta e un'altra delle agenzie dell'ONU preannuncia
che uno degli effetti certi è che a breve ci saranno milioni di sfollati.
Se la Coca sarà estirpata lo vedremo, ma non è escluso che i
narcotafficanti si stiano trasferendo in un altro paese, non gli mancano di
certo i mezzi per farlo.
Se Arlacchi è un pericolo per la credibilità e le finanze dell'ONU
è anche vero che l'ONU assiste impotente ad una evidente contraddizione
anche se cosi' facendo autoalimenta le sue agenzie.
Chiedere fondi per aiutare i rifugiati è cosa buona è giusta,
ma sarebbe meglio governare il flagello delle droghe proibite: si rispiarmerebbero
i soldi per la lotta e i soldi per i rifugiati, si garantirebbe una vita diversa
a milioni di persone, si ridimensionerebbe drasticamente il potere economico
delle narcomafie.
L'ONU è quindi ad un bivio. Se perseguirà in questa politica
della doppia verità il suo futuro è segnato. Per rilanciare
il suo ruolo è invece necessario non solo riformare l'ONU ma rivedere
le sue strategie sulle droghe.
Per il momento rivolgiamo un appello ai governi europei perché non
finanzino il progetto del PAM per aiutare gli sfollati di Arlacchi ed elaborino
una strategia di governo delle droghe proibite".