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2002-07-15_giustizia

GIUSTIZIA
41BIS - BERLUSCONI OLTRE A NON FARSI INTIMIDIRE DALLA CRIMINALITA' DOVREBBE DIFENDERSI DALLA CATTIVA INFORMAZIONE PER POTER ESSERE LUI A SCEGLIERE TRA IL SENSO E LA RAGION DI STATO

Sul 41bis disinformatori e disinformati stanno cercando i primi di montare una emergenza e i secondi di secondarla acriticamente. E' gravissimo che si costringa il Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana ad esprimersi su un soggetto cos' delicato come la lotta alla criminalità e la sacrosanta necessità di fare "in modo che chi appartiene a queste organizzazioni non possa portare il suo potere all'interno delle carceri e che non possa dargli una posizione di privilegio" facendo in modo che tutto questo venga confuso con il 41 bis. In questi giorni in cui con Sergio D'Elia stiamo visitando cella-a-cella tutti i detenuti sottoposti al 41bis, stiamo di fatto supplendo allo Stato in tutte le sue configurazioni istituzionali. Un minimo senso dello Stato, ma davvero minimo, vorrebbe che non si tollerassero violazioni dei diritti umani fondamentali da parte dello Stato stesso. In queste ore stiamo supplendo a quegli organi di garanzia e controllo ai quali è di fatto impedito di controllare e garantire il rispetto dei principi fondamentali dello Stato di diritto. Questo fatto concreto il Presidente del Consiglio lo conosce?
La Corte Costituzionale - prima che cominciasse a deliberare al di fuori delle stesse regole costituzionali è si è chiaramente espressa ma, evidentemente, è la ragione di Stato che detta legge in questo paese. Questo fatto concreto il Presidente del Consiglio lo conosce?
Ci sono persone sottoposte al 41bis da mesi, tanti mesi, in attesa di giudizio, del loro primo giudizio. Questo fatto concreto il Presidente del Consiglio lo conosce?
A chi è detenuto in regime di 41 bis è consentito difendersi solo per videoconferenza.
L'altro giorno nessuno dei presenti è riuscito ad ascoltare e capire cosa Leoluca Bagarella cercava di dire. Bagarella non interveniva a Porta a Porta, non si rivolgeva a Bruno Vespa, ma interveniva (autorizzato dal Presidente) da imputato in un Tribunale della Repubblica Italiana. Se un imputato non riesce a comunicare con il suo Giudice è difficile parlare di Giustizia. Questo fatto concreto il Presidente del Consiglio lo conosce?
Molti dei detenuti in 41bis lo sono in ragione di dichiarazioni di ex detenuti in 41 bis, spesso per sentito dire, tanto che l'ex Direttore degli Istituti di Pena Nicolò Amato nei giorni scorsi ha scritto che il 41bis "mira solo a fabbricare "pentiti"". Sono certo che se il Presidente del Consiglio venisse a conoscenza delle storie che in questi giorni stiamo ascoltando non potrebbe che inorridire, da cittadino e da capo del Governo. E sono certo che si comporterebbe di conseguenza, cioè con senso dello Stato. Se invece conosce già queste storie e ritiene di esprimersi come ha fatto vuol dire che si è piegato alla ragion di stato. Se cos' fosse, e non glielo auguro, porgo tanti auguri al Presidente. Ne ha davvero molto, molto bisogno.