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2002-10-26_giustizia

GIUSTIZIA
41 BIS - DETENUTO AD ASCOLI CURATO DA MESI PER UNA GASTRITE RICOVERATO IN GRAVI CONDIZIONI PER UN TUMORE MALIGNO. "INTOLLERABILE E INDEGNO DI UN PAESE CIVILE CHE DAL CARCERE DURO SI POSSA USCIRE SOLO TRAMITE IL PENTIMENTO O COI PIEDI DAVANTI".

Roma, 26 ottobre 2002 - "Le chiedo urgentemente aiuto per il caso di mio fratello Paolello Antonio detenuto in 41 bis ad Ascoli Piceno malato di tumore maligno accertato da biopsia. A tutt'oggi non è stato trasferito in struttura competente ma trattenuto nell'ospedale di Ascoli". Il telegramma era arrivato ieri a Maurizio Turco del Partito Radicale inoltrato da Luisa Paolello, sorella del detenuto in 41 bis.

In una telefonata giunta stamani al Partito Radicale, Luisa Paolello ha raccontato a Sergio D'Elia Segretario di Nessuno Tocchi Caino, che il fratello si sentiva male già dalla primavera scorsa, aveva dolori allo stomaco, vomitava e aveva chiesto di essere ricoverato per fare alcune analisi specialistiche. "Il medico del carcere lo ha curato da allora per una gastrite. Poi, 15 giorni fa mio fratello ha avuto un blocco intestinale e finalmente si sono decisi a ricoverarlo in ospedale dove è arrivato in gravi condizioni e da una biopsia è risultato un tumore maligno. Bastava fare a suo tempo una semplice radiografia per prendere il male in tempo."

Il detenuto è ora in pericolo di vita ma è ancora nell'ospedale di Ascoli e la famiglia chiede il trasferimento in un centro adeguatamente attrezzato per tentare di salvarlo.
"Quello di Paolello non è un caso isolato," hanno dichiarato Sergio D'Elia e Maurizio Turco, presidente dei Deputati Radicali al Parlamento Europeo, che l'estate scorsa hanno visitato tutti i detenuti in 41 bis. "Nel nostro giro cella a cella abbiamo potuto riscontrare non pochi casi di detenuti infartuati, colpiti da ictus, malati di cancro, paralizzati o costretti sulla sedia a rotelle. In questi anni ci sono già state persone morte in una cella del carcere duro o mandate a casa a finire gli ultimi pochissimi giorni della loro vita. La cura di questi detenuti è un optional e frutto di un ricatto. E' già intollerabile in un paese che si voglia dire civile che esista il regime del 41 bis, ma è ancora più intollerabile e indegno che da questo regime si possa uscire solo tramite il pentimento oppure - come si suol dire - coi piedi davanti."