2003-02-28_religione

COSTITUZIONE EUROPEA/RELIGIONE
LA "PESTE ITALIANA" DELL'INFORMAZIONE DI REGIME DILAGA OVUNQUE, COME E' GIA' ACCADUTO NEL SECOLO SCORSO?

Bruxelles, 28 febbraio 2003 - Tra ieri e oggi in tutta Europa non sono mancati lanci di agenzie, notizie televisive, articoli ed approfondimenti sui quotidiani, sul dibatitto che si è tenuto nella Convenzione europea sull'opportunità e la forma da dare al riconoscimento del ruolo delle religioni nello sviluppo dell'Europa. A parte una breve citazione su Le Monde, non un canale televisivo, non un quotidiano, nemmeno una agenzia di stampa hanno dato notizia della risoluzione "per il rispetto dei principi della libertà religiosa e della laicità dello stato nella futura costituzione europea". Risoluzione promossa da Maurizio Turco, Presidente dei deputati radicali al Parlamento europeo e sinora sottoscritta da 163 deputati europei, appartenenti a tutti i gruppi politici, ad esclusione dell'UEN. Siamo di fronte ad una informazione parziale, che amputa all'unisono la voce trasversale di un numero consistente di deputati europei, volta o comunque atta ad impedire all'opinione pubblica europea di conoscerla, valutarla, sostenerla o rifiutarla. Siamo di fronte ad un "comune sentire" che garantisce lo status quo. Anche da parte di chi, come Liberation, sembra volere mostrare una voce fuori dal coro ... ma esclude poi qualsiasi attenzione a una voce non conformista, ma elevata da un quarto del Parlamento che rappresenta 377 millioni di Europei.