2003-06-03_quote_latte

QUOTE LATTE
TURCO (RADICALI) E FRASSONI (VERDI) : IL COMPROMESSO TRA I GOVERNI NON PUO' CANCELLARE LE FRODI COMUNITARIE E L'ATTENTATO ALLA SALUTE DEI CONSUMATORI

Strasburgo, 3 giugno 2003 - Il Presidente dei deputati radicali e la co-Presidente dei Verdi al Parlamento europeo, Maurizio Turco e Monica Frassoni, hanno presentato oggi una interrogazione alla Commissione Europea sull'applicazione del regime delle quote latte nella Repubblica Italiana. Nell'interrogazione dei deputati Turco e Frassoni viene sollecitata la Commissione europea a prendere delle iniziative al fine di tutelare il bilancio comunitario e la salute dei consumatori. Infatti - nel premettere che l'applicazione del regime delle quote latte nella Repubblica Italiana comporta oltre 1 miliardo di euro di prelievo supplementare nel periodo 1995/2001 e che il Governo italiano ha presentato alle Commissioni parlamentari competenti un progetto di riforma comprendente una ipotesi di condono per le multe accumulate dai produttori nel periodo suddetto e un diverso regime applicativo dei prelievi - Turco e Frassoni denunciano che:
1) ² valutato al 20% del prodotto totale il cosiddetto "latte in nero" e risultano tuttora presenti pratiche fraudolente di importazione non registrata di latte dall'estero e di riutilizzo di latte in polvere destinato all'alimentazione zootecnica;
2) dai modelli L1 concernenti la campagna 2001/2002, consegnati all'AGEA dagli acquirenti di latte e sottoscritti da circa 60.000 produttori, risulta che:
a) 5.953 aziende attestano di aver prodotto latte dichiarando di non avere capi in azienda o omettendo di dichiarare il numero dei capi; il prodotto complessivamente attribuito a questi "produttori" supera il milione e seicentomila tonnellate;
b) 2.527 aziende dichiarano una produzione per capo superiore a kg 12.000/anno (con punte di 284.744 kg/anno per capo), chiaramente incompatibile con le potenzialità degli animali;
c) 157 aziende dichiarano un tenore di grasso per il latte consegnato inferiore a 2,80%, limite al di sotto del quale non ha senso qualificare come "latte" il prodotto consegnato; d) molti acquirenti hanno acquistato latte da molteplici produttori con identico tenore di grasso o con quantitativo di latte consegnato identico al quantitativo rettificato, cos² da far supporre che non siano state in realtà effettuate le analisi chimiche e microbiologiche sul latte come previsto dalla legislazione vigente (o che il latte non provenga da quelle stalle), con le conseguenze immaginabili sotto il profilo igienico-sanitario;
3) ad oggi ogni eventuale accertamento su dette "anomalie" ² reso pià lento e difficoltoso dallo stato di caos in cui versa l'anagrafe bovina nazionale, strumento principale per la verifica della consistenza aziendale e della movimentazione dei bovini. Maurizio Turco e Monica Frassoni hanno inoltre dichiarato:
"Quanto oggi denunciamo non ha nulla a che vedere con la soluzione politica, che si sta cercando di raggiungere attraverso un compromesso, nel chiuso del Consiglio. Nessuno saprà in base a quali considerazioni politiche il compromesso verrà raggiunto e tantomeno se le delegazioni nazionali sono a conoscenza di quanto denunciamo con l'interrogazione. Il compromesso che si raggiungerà, qualunque esso sia, non potrà comunque cancellare le possibili frodi al bilancio comunitario e il possibile attentato alla salute dei consumatori violazioni che denunciamo e di cui chiediamo alla Commissione di accertarne la fondatezza e, in caso positivo, di procedere alle dovute sanzioni e al ripristino del rispetto delle regole comunitarie."