2003-07-08_discriminazioni

DISCRIMINAZIONI
INTERROGAZIONE A COMMISSIONE E CONSIGLIO SU RECEPIMENTO DIRETTIVA ANTI-DISCRIMINAZIONI IN ITALIA

Bruxelles, 8 luglio 2003 - Maurizio Turco, Presidente degli Eurodeputati Radicali della Lista Bonino, ha depositato oggi una interrogazione orale a Commissione e Consiglio sul recepimento in Italia della direttiva 2000/78 contro le discriminazioni sul lavoro motivate da religione o convinzioni personali, handicap, età o orientamento sessuale.
Nei giorni scorsi il governo italiano aveva approvato il decreto legislativo dei Ministri Buttiglione e Maroni di attuazione della direttiva.

Nell'interrogazione Maurizio Turco chiede alla Commissione ed al Consiglio se il decreto italiano sia in violazione della direttiva europea, e chiede alle istituzioni di agire in giustizia contro l'Italia nel caso tale decreto diventasse legge.
Il testo dell'interrogazione a Commissione e Consiglio
"Recepimento della direttiva anti-discriminazioni sul lavoro in Italia Il Consiglio dei ministri italiano ha approvato il decreto legislativo di attuazione della direttiva europea 2000/78 contro le discriminazioni sul lavoro motivate da religione o convinzioni personali, handicap, etˆ o orientamento sessuale. Tale decreto solleva dubbi in merito ad una corretta ed integrale applicazione della direttiva anti-discriminazioni, in particolare per quanto riguarda orientamento sessuale e religione.
A tal riguardo, non ritengono la Commissione ed il Consiglio che:
la direttiva sia trasposta in modo eccessivamente vago, senza che siano circoscritte come nella direttiva le possibili eccezioni al divieto di discriminazione?
in particolare la dizione del comma 3 dell'articolo 3 del decreto renda possibili discriminazioni in contrasto con la direttiva?
quindi il decreto sia in contrasto con lo spirito e la lettera della direttiva, in particolare per quanto riguarda religione ed orientamento sessuale?
nel caso in cui la direttiva fosse attuata in Italia secondo tali norme, la Commissione ed il Consiglio sarebbero tenuti a portare l'Italia davanti alla Corte di Giustizia?"