2003-08-25_eurostat

EUROSTAT
DOCUMENTI SPARITI E AIUTO AI PRESUNTI COLPEVOLI. LA GESTIONE DELL'AFFAIRE EUROSTAT DA PARTE DELLA COMMISSIONE E DELL'OLAF SONO UN CASO NEL CASO
Bruxelles, 25 agosto 2003 - Maurizio Turco, Presidente dei deputati radicali al Parlameno europeo è intervenuto con due interrogazioni parlamentari sullo scandalo Eurostat. Turco, nel denunciare che
- sono spariti dal dossier dell'OLAF (l'ufficio antifrode dell'UE) il processo verbale dell'audizione di un funzionario di Eurostat ascoltato nel maggio del 2000;
- l'anno scorso dei funzionari dell'OLAF avevano rilevato in una relazione interna la mancanza di decisione da parte dell'OLAF nell'indagare su Eurostat e avevano rilevato che altri documenti erano stati "smarriti" Chiede di sapere
- quando l'OLAF ha aperto l'inchiesta su Eurostat e quando l'ha chiusa, ovvero quando ha avuto le prime "prove" a carico di coloro che poi ha denunciato alla magistratura - quando e quali iniziative sono state prese riguardo alla sparizione di documenti dal dossier dell'OLAF. Turco, interviene altresè sulla gestione del Caso Eurostat da parte della Commissione e dell'OLAF e, in particolare sull'aiuto che la Commissione ha assicurato ai signori Franchet e Byk, direttore e capounità ad Eurostat, per difendere la loro reputazione ed i loro diritti alla difesa. Nel chiedere come si concretizza l'aiuto a coloro che l'OLAF nela lettera al Procuratore di Parigi ha definito come "suscettibili di avere organizzato interamente o in parte il sistema" definito "una vasta impresa di saccheggio dei fondi comunitari", Maurizio Turco chiede se qualora le valutazioni dell'OLAF nei confronti Franchet e Byk trasmesse al Procuratore della Repubblica di Parigi dovessero rivelarsi azzardate o false se la Commissione intende procedere -e come- nei confronti dell'OLAF.

Dichiarazione di Maurizio Turco:
"Sul caso Eurostat è palese la divergenza di opinioni (e di iniziativa) tra la Commissione e l'OLAF, l'ufficio antifrode dell'Unione. Eppure conflitti di competenze non ve ne sono, lo riconosce anche la Commissione. Sulla gestione dell'affaire ci sono divergenze profonde. Tanto profonde da indurre la Commissione a sentire il bisogno di comunicare pubblicamente che ""ha deciso di aiutare (Franchet e Byk) a difendere la loro reputazione ed i loro diritti alla difesa". Una iniziativa paradossale se non altro perchè questo privilegio non è garantito a nessun altro funzionario pubblico, in Europa e nel mondo intero. A meno che la Commissione non sia convinta che l'OLAF abbia davvero espresso valutazioni azzardate se non addirittura false nei confronti del direttore e del capounità di Eurostat, nel qual caso denuncerà a sua volta i dirigenti dell'OLAF e li aiuterà a difendere la loro reputazione ed i loro diritti alla difesa? Tutto questo potrebbe avere un senso se e quando sapremo la "verità" sul processo verbale dell'audizione di un funzionario di Eurostat ascoltato nel maggio del 2000 che è misteriosamente sparito, ma ci auguriamo venga presto ritrovato (magari in queste ore). Mentre è ancora in ufficio la relazione interna fatta l'anno scorso da alcuni funzionari dell'OLAF che avevano rilevato la mancanza di decisione da parte dell'OLAF nell'indagare su Eurostat e avevano rilevato che altri documenti erano stati "smarriti". Nel caso Eurostar vi è un caso nel caso ed è la gestione che ne stanno facendo sia la Commissione che l'OLAF."