Questo sito si avvale di cookie utili alle finalità illustrate nella Privacy Policy
Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

2004 01 05_carcere 41bis * NO AD ALLARMISMI INUTILI E PROPAGANDA ANTIMAFIOSA

I Professionisti dell'Antimafia, parlamentare e non, di destra e di sinistra, stanno facendo dell'allarmismo inutile e molta propaganda antimafiosa. Non è un modo serio di fare la lotta alla mafia. Tra le dichiarazioni allarmistiche dalle quali si evincerebbe che i 64 detenuti che nel corso del 2003 hanno ottenuto l'annullamento del 41bis sono 'capi storici' della mafia e tutti e 64 sono passati nel circuito normale delle carceri italiane, spicca quella del Presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Roberto Centaro, che nell'intervista stamani sul Messaggero è arrivato a dire che 'un boss non più sottoposto al carcere duro può facilmente uscire dal carcere attraverso i permessi premio, la semilibertà e così via'. Le cose non stanno così ed è gravissimo che il massimo esperto parlamentare dell'Antimafia non conosca la realtà del carcere e della legge da lui così fortemente voluta e che ha stabilizzato il 41bis. Primo: tra i 64 presunti 'capi storici' della mafia a cui è stato revocato il 41bis non sono pochi quelli che hanno ottenuto tale revoca perchè assolti nei processi dal reato di associazione mafiosa o dalla fattispecie di esserne il capo promotore. Secondo: l'inferno penitenziario italiano si compone di quattro gironi e uscire da una sezione del 41bis non significa proprio uscire dal carcere duro perchè prima di arrivare al girone 'normale' ci sono altri due gironi altrettanto duri da cui passare: quello cosiddetto di "elevato indice di vigilanza" (EIV) e quello di "alta sorveglianza" (AS). Tutti quelli a cui è stato tolto il 41bis sono stati assegnati all'EIV con la prospettiva di rimanervi per molti anni. Terzo: uscire dal carcere duro non significa la possibilità di uscire in permesso premio o in semilibertà, come afferma con grande ignoranza della sua stessa legge il Presidente dell'Antimafia parlamentare, perchè - come recita la legge - 'l'assegnazione al lavoro all'esterno, i permessi premio e le misure alternative alla detenzione... possono essere concessi ai detenuti [per mafia, terrorismo, sequestro di persona, traffico di droga...] solo nei casi in cui tali detenuti collaborino con la giustizia' oppure nei casi in cui 'siano stati acquisiti elementi tali da escludere l'attualità di collegamenti con la criminalità organizzata, terroristica o eversiva'. Per ottenere i benefici non è sufficiente quindi che 'sia venuta meno la capacità del detenuto di mantenere contatti con associazioni criminali, terroristiche o eversive' (appena sufficiente solo alla revoca del carcere duro), è necessario anche provare la rottura del vincolo associativo.