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2004 03 16 * 8 x mille * TURCO DIFFIDA IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E IL MINISTRO DELL'ECONOMIA

Il 31 aprile scade il primo termine a disposizione dei cittadini italiani per presentare la dichiarazione dei redditi 2003 e contestualmente effettuare la scelta di destinazione della quota dell'otto per mille Irpef. Maurizio Turco ha diffidato la Presidenza del Consiglio dei Ministri a porre in essere tutti gli atti necessari al fine di:
1. informare, anche attraverso campagne mediatiche, i cittadini italiani circa il funzionamento del sistema di ripartizione dei fondi dell'otto per mille dell'Irpef, in particolare spiegando agli italiani la destinazione delle quote dei contribuenti che non esprimono alcuna scelta;
2. modificare con la massima urgenza la modulistica predisposta per la scelta di destinazione dell'OPM annessa alla dichiarazione dei redditi 2004, nella parte in cui non informa che il denaro di coloro che non esprimono una scelta sarà comunque destinato al gettito OPM che sarà ripartito tra le confessioni religiose;
3. pubblicizzare l'utilizzo da parte dello Stato italiano dei fondi ad esso destinati;
4. organizzare tempestivamente una campagna pubblicitaria volta ad invitare i contribuenti a scegliere lo "Stato" tra i soggetti destinatari della quota dell'otto per mille Irpef.

Dichiarazione di Maurizio Turco, Presidente dei deputati radicali al Parlamento europeo e Segretario di Anticlericale.net :
"Anche quest'anno il carrozzone dell'8 per mille si è avviato: il Ministero dell'economia nei giorni scorsi ha reso pubblici i nuovi modelli per la dichiarazione dei redditi, omettendo però di indicare nell'allegato 730-1 relativo alla destinazione dell'8 per mille quale sia il trattamento riservato alla quota dei contribuenti che non effettuano una scelta di destinazione. Il 64% degli italiani lo scorso anno non ha espresso alcuna scelta di destinazione della quota dell'otto per mille, e la ragione è semplice: non conosceva l'effetto della "non scelta", e cioè che i suoi soldi sarebbero stati comunque ripartiti proporzionalmente in base alle percentuali di coloro che avevano effettuato la scelta. L'inerzia del Governo italiano di fronte alla costante crescita dei cittadini "disinformati" è inaccettabile, e favorisce indirettamente la Chiesa cattolica inducendo in errore chi non vuole ad essa versare denaro pubblico. Per questo abbiamo diffidato il Presidente del Consiglio ad avviare adeguate iniziative informative volte a spiegare il reale funzionamento del sistema dell'8 per mille, ma anche ad effettuare una campagna pubblicitaria per invitare i contribuenti a scegliere lo "Stato" tra i soggetti destinatari della quota dell'otto per mille Irpef. Nel frattempo milioni di euro investiti (pagati con il "nostro" 8 per mille) dalla Chiesa cattolica in campagne promozionali si riverseranno nei prossimi giorni nelle case degli italiani attraverso la televisione, i giornali, le poste. Nel 2003 la quota dell'8-per-mille Irpef assegnata alla Conferenza episcopale italiana è arrivata alla cifra record di 1 miliardo e 16 milioni di euro, con un aumento del 12% rispetto al 2002 e del 500% rispetto al 1990. è ora che siano chiare le responsabilità di tutti coloro che hanno consentito questo abnorme arricchimento. A tal fine, in questi giorni abbiamo presentato una serie di istanze di accesso alla Presidenza del Consiglio e al Ministero dell'Interno per conoscere cosa è stato fatto e come sono stati spesi i soldi dei contribuenti duranti tutti questi anni. E attendiamo un pronunciamento della Corte dei Conti, da noi interessata dell'intera vicenda alla fine del 2003."