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2004 07 02 * vaticano, Onu * Se la Libia presiede la Commissione Diritti Umani la Santa sede può avere più potere. Basta sapere con chi si ha a che fare.

"Non saremo certo noi, che avevamo denunciato in tempo il pericolo, a sottovalutare l'importanza del nuovo status di cui godrà la Santa Sede alias Vaticano all'ONU.
Si tratta né più né meno di un ulteriore privilegio concesso a chi vive di privilegi economici, finanziari, politici e giuridici che spesso sconfinano nell'impunità.
E a chi oggi mette in rilievo il potere morale di cui gode la Santa sede, bisognerà pur dire che è sproporzionato rispetto alla condotta materiale che ha tenuto nei secoli scorsi (e di cui oggi chiede scusa) e che tiene tutt'oggi (e di cui - ne siamo certi, è la sua storia - chiederà scusa domani).
Bisognerà pur dire che le politiche della Santa sede in materia di ricerca scientifica sono i roghi sui quali ha sempre sacrificato la vita delle persone, ieri impedendo le autopsie ed oggi la ricerca sulle cellule staminali embrionali.
Bisognerà pur dire che il comportamento della Santa sede in politica internazionale, e particolarmente nei confronti delle dittature e dei dittatori è a dir poco vergognoso, innanzitutto verso i cristiani che in quei paesi vivono.
Bisognerà pur dire che la Santa sede si muove sul panorama finanziario internazionale secondo le regole della criminalità e non quelle riconosciute e praticate dalla comunità internazionale.
Questa è la Santa Sede che da oggi avrà più potere formale e sostanziale all'Onu. Nulla di particolarmente grave per una Organizzazione che vede la Libia presidere la Commissione sui diritti umani."