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2007 02 04 * VATICANO PACS * LE ISTITUZIONI DELLA REPUBBLICA DEVONO DENUNCIARE L’ATTIVISMO VATICANO. NON SARÀ LA NOSTRA LEGGE, MA FAREMO TUTTO QUELLO CHE È NECESSARIO PER MIGLIORARLA

“Dal dibattito politico in corso emerge con chiarezza che la legge della Repubblica italiana sui “pacs” - qualsiasi essa sia - non obbligherà alcun cittadino a conformarsi ad essa, ma offrirà una opportunità a chi lo vorrà. Nel contempo le confessioni religiose potranno continuare a invitare i propri fedeli a non avvalersene e a optare per il matrimonio religioso, con le sue implicazioni civili, che non è assolutamente oggetto di discussione. La legge, infine, non limiterà l’indipendenza e la sovranità dell’ordine proprio della Chiesa cattolica.

E’ dunque del tutto falso e ingiustificato l’allarmismo creato dalle gerarchie vaticane, impegnate da tempo a limitare la portata di una legge che dovrà essere rispondente alla Costituzione della Repubblica italiana e non ai canoni della Chiesa cattolica.

Questo agire non può essere giustificato facendo leva sulla libertà di espressione, tant’è che sui mezzi pubblici di informazione le gerarchie vaticane hanno indebitamente spazi maggiori dello stesso Governo, per non dire degli altri organi costituzionali.

Allarmismo creato dalle gerarchie della Santa sede e della Conferenza episcopale italiana attraverso pubbliche prese di posizione e riservate attività di pressione che violano il “pieno rispetto del principio che lo Stato è, nel proprio ordine, indipendente e sovrano”, principio che la Santa sede si è impegnata a rispettare nell’ambito dei rapporti con la Repubblica italiana sanciti dall’accordo sottoscritto nel 1984.

Altrettanto grave è che le massime autorità istituzionali della Repubblica non denuncino, ma permettano se non addirittura assecondino, tale attivismo.

Per quanto attiene alle nostre responsabilità ripresenteremo la risoluzione parlamentare per impegnare il Governo affinché richiami la Santa sede invitandola a rispettare gli accordi del 1984, risoluzione che giovedì scorso ha registrato il voto contrario di tutti i deputati di tutti gli altri gruppi parlamentari.

E’ inaccettabile che ci si appresti a legiferare assecondando le illegittime richieste delle gerarchie vaticane anziché in base alle disposizioni costituzionali secondo cui i “diritti inviolabili dell'uomo” vanno riconosciuti e garantiti “sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità” e che stabiliscono la pari dignità sociale e l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge, “senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.”

Noi in parlamento affermeremo questi diritti. Non sarà comunque la nostra legge, che di ben altro ci sarebbe bisogno per rimuovere le discriminazioni, ma faremo tutto quello che è necessario per migliorarla.”