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2007 06 12 * CASO ITALIA INFORMAZIONE * IN RAI 50 CENSORI A DIPENDENZE GOVERNO ‘CONTROLLANO’ LE NOTIZIE? Task Force avrebbe compito bloccare notizie sensibili. Gentiloni chiarisca.

Al servizio del ministero delle Comunicazioni ci sono 50 giornalisti-censori che hanno il compito di vagliare e autorizzare la diffusione di notizie “delicate” sulle reti Rai. L’inquietante rivelazione è contenuta in un informato articolo del quotidiano online “La Voce d’Italia” e il deputato radicale Maurizio Turco ne chiede conto al governo Prodi. “Si tratterebbe di una struttura da guerra fredda con tutta una terminologia da film di James Bond– spiega l’esponente della Rnp – Il gruppo si chiamerebbe OES, ovvero Organo esecutivo sicurezza, e avrebbe il potere di autorizzare il cosiddetto NOS, cioè Nulla osta sicurezza, per la divulgazione di notizie sulla tv pubblica che siano coperte da segreto”.

L’esistenza dell’OES, secondo quanto riportato nell’articolo, è stata rivelata dal rappresentante del ministero delle Comunicazioni durante l’ultima riunione dell’Autorità nazionale per la sicurezza (ANS), organo alle dirette dipendenze del presidente del Consiglio. Non irrilevante, a parere di Turco, che “nemmeno i responsabili del reparto Informazione e sicurezza del Centro intelligence interforze dello Stato maggiore della Difesa, presenti all’incontro, fossero a conoscenza dell’esistenza dell’OES”.

Il deputato radicale chiede quindi a Prodi e Gentiloni: “E’ vero che in Rai ci sono 50 giornalisti-censori al servizio del governo? Chi li ha scelti, quando e come? Questo OES potrebbe sembrare una struttura da operetta, mentre in realtà, se esistesse, sarebbe una grave limitazione della libertà di informazione. La normativa in vigore sul segreto di Stato ne fornisce una definizione così vasta da comprendere anche le notizie ‘politiche’ in senso stretto. Ad esempio un giornalista della Rai non potrebbe dare conto, qualora ritenesse la notizia di pubblico interesse, dei contenuti di un accordo tra l’Italia e un altro Stato o un altro ente internazionale. Faccio un esempio: si potrebbe pensare che il silenzio che ancora oggi avvolge gli attentati palestinesi in Italia degli anni 70-80 sia motivato con la censura imposta riguardo al patto di non aggressione tra i nostri governi dell’epoca e l’Olp di Arafat. E mi chiedo – conclude Turco - fra i rapporti bilaterali di cui non si può parlare ci sono anche quelli tra Italia e Stato del Vaticano? E’ questa la ‘censura preventiva’ denunciata dal consigliere Curzi a proposito dell’acquisto del video della Bbc andato in onda su Annozero?”.