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2007 09 05 * VATICANO FISCO * PÖETTERING, L'ITALIA E LA SUSSIDIARIETA'

"Il Presidente del Parlamento europeo Pöettering ha ragione quando dice che l'UE non dovrebbe occuparsi di tutte le questioni ma, essendosi riferito a una questione inerente la concorrenza, ha torto. La concorrenza, infatti, è materia che gli stati membri hanno devoluto all'Unione europea.

Come già affermò quando denunciammo all'UE la violazione della legalità in occasione della mancanza del plenum alla Corte costituzionale e alla Camera dei deputati, per Pöettering sono questioni di cui si dovrebbe occupare la stessa Italia in nome .... della sussidiarietà.

Il "Protocollo sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità" - non sappiamo se per prevenire o per preveggenza - ha stabilito che "il principio di sussidiarietà non rimette in questione le competenze conferite alla Comunità dal trattato, quali interpretate dalla Corte di giustizia."

Forse Pöettering intendeva proporre di stravolgere l'interpretazione della Corte di giustizia in relazione alla proposizione secondo la quale "la sussidiarietà è un concetto dinamico che consente di variare il livello al quale è più opportuno agire in funzione delle circostanze."

Le circostanze non consentono che sia la stessa Repubblica italiana ad occuparsene. Prova patente sono, sin dagli anni ottanta, le condanne della Corte europea dei diritti dell'uomo contro l'Italia a causa delle lentezze delle procedure giudiziarie penali, civili ed amministrative."