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2008 01 14 * vaticano fisco * Il Tg1 ha mentito. L'AgCom dà ragione ai radicali. Ora Riotta rettifichi, poi chiederemo i danni.

Il TG1 ha mentito sull’esenzione Ici alla Chiesa ed ha anche oscurato il ruolo dei Radicali nell’indagine avviata da Bruxelles. Lo ha stabilito l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) attraverso la delibera 168/07 CSP del 10 gennaio 2008 sollecitata da un ricorso del deputato Maurizio Turco (RNP) e del Partito Radicale. Questi i fatti: nell’edizione del 28 agosto il telegiornale guidato da Gianni Riotta ha dato notizia dell’indagine della Commissione europea sulle esenzioni fiscali alla Chiesa senza mai nominare Maurizio Turco né il Partito Radicale, anzi intervistando sull’argomento il sottosegretario Paolo Cento dei Verdi, a nome della “sinistra radicale”. Secondo l’Agcom, il TG1 ha così disconosciuto il “diritto alla identità politica” dell’onorevole Turco e dei Radicali ed è la prima volta che un tale pronunciamento nasce da un singolo episodio.

Ma la censura dell’Autorità nei confronti del più seguito telegiornale italiano è assai più dura. Per l’Agcom nelle edizioni del 29, 30 e 31 agosto il TG1 non ha rispettato “il requisito della verità oggettiva del fatto” (ovvero l’indagine europea sulle agevolazioni fiscali alla Chiesa). Di più: il tg ha fornito “una informazione fuorviante circa l'oggetto dell'indagine europea inducendo il telespettatore a ritenere che fosse rivolta a tutte le esenzioni fiscali degli enti ecclesiastici ivi comprese quelle relative ad attività sociali e caritatevoli anzichè solo alle attività commerciali gestite dagli enti stessi”. Il TG1, insomma, ha mentito al suo pubblico. Per questo l’Agcom ha imposto al telegiornale di Gianni Riotta di rettificare la notizia entro 24 ore dal provvedimento dell’Autorità in una “fascia oraria e con il rilievo corrispondenti a quelli delle quattro edizioni che hanno dato origine alla lesione degli interessi”.

Della rettifica, ovviamente, nemmeno l’ombra: “Allo stato non ci risulta che il TG1 abbia trasmesso le rettifiche nelle quattro edizioni principali – spiega il deputato radicale Maurizio Turco - Il fatto che la Rai si sia rifiutata di rettificare le notizie, costringendoci a presentare ricorso al Garante, e quindi facendo passare altri quattro mesi così da rendere inefficaci anche le rettifiche, non fa che aumentare in modo esponenziale il danno che quantificheremo e chiederemo non appena il TG1 avrà completato la sua ‘opera’ ".

Il telegiornale di Riotta, dice ancora Turco, “ha costruito in quattro diversi giorni ed edizioni, l'assorbimento della notizia attraverso la censura dell’identità dei promotori (i Radicali), ma facendo parlare sempre rappresentanti della Conferenza episcopale italiana (Cei) proprio contro i promotori della denuncia”. Senza contare che il TG1 “ha confuso i suoi telespettatori attribuendo di fatto l’iniziativa alla ‘sinistra radicale’ (espressione che è un’invenzione giornalistica) e non invece ai Radicali (che sono un’organizzazione politica). Non contento – conclude Turco - nei giorni successivi il TG1 ha avvalorato la posizione della Cei, assolutamente non veritiera, secondo cui l’iniziativa Radicale mirava a tassare anche le azioni sociali e caritatevoli”.

 

LA DELIBERA DELL’AGCOM SUL CASO TURCO E RADICALI VS TG1

L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha accertato, con la delibera 168/07 CSP, che “nell'edizione del 28 agosto 2007 il TG1 ha leso il diritto dell'on. Maurizio Turco e del Partito Radicale a non vedersi disconosciuta la paternità delle proprie azioni -diritto alla identità politica-, a non vedersi cioè travisare la propria personalità individuale e sociale, ad un punto tale da ingenerare nel telespettatore convincimenti ed opinioni errate. Tale considerazione è avvalorata anche dalla circostanza che l'emittente, nel non indicare nell'on. Maurizio Turco e nel Partito Radicale i soggetti italiani che hanno richiesti un intervento dell'Unione europea in merito alle agevolazioni fiscali concesse in Italia alle attività commerciali facenti riferimento alla Chiesa cattolica, tuttavia, nel riportare oltre alla posizione della Chiesa cattolica, quella di due rappresentanti del mondo politico tra i quali l'on. Paolo Cento e non quella di chi ha presentato formale segnalazione alla Commissione europea, ha ancor di più creato degli ostacoli alla corretta esplicazione della personalità politica dell'on Maurizio Turco ed in genere del Partito Radicale, sacrificando la verità ideologica e/o politica di tali soggetti”.

L'Autorità, inoltre, ha ritenuto che "nelle tre successive edizioni del 29 e del 31 agosto 2007, il requisito della verità oggettiva del fatto non sia da intendersi rispettato: la notizia fornita ha, infatti, ad oggetto un evento obiettivamente emergente dalla realtà fenomenica, che l'organo di informazione però non registra e non riferisce, fornendo invece una informazione fuorviante circa l'oggetto dell'indagine europea inducendo il telespettatore a ritenere che fosse rivolta a tutte le esenzioni fiscali degli enti ecclesiastici ivi comprese quelle relative ad attività sociali e caritatevoli anzichè solo alle attività commerciali gestite dagli enti stessi.

Il Tg1 è pertanto tenuto, entro 24 ore dal provvedimento dell'Autorità, a dare corso alla richiesta di rettifica dei Radicali in fascia oraria e con il rilievo corrispondenti a quelli delle quattro edizioni che hanno dato origine alla lesione degli interessi”.