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2009 10 28 * Rappresentanza militare * La proroga del mandato viola legge e principi costituzionali

La proroga di un anno degli attuali mandati della Rappresentanza militare (Cocer), inserita in modo totalmente inappropriato nel decreto legge per il rinnovo delle missioni all'estero, approvato questa mattina dal Consiglio dei Ministri è un atto di inaudita protervia." Lo dichiara il deputato radicale Maurizio Turco. "Privare i cittadini militari del diritto di esprimere il loro giudizio sull'operato dei loro rappresentanti e il chiaro segnale di quanto il governo, e in primis il Ministro della Difesa Ignazio La Russa, rispettino il volere degli stessi appartenenti alle Forze armate che con numerosi atti ufficiali - delibere dei Coir e Cobar - hanno espresso la loro totale contrarietà alla prosecuzione degli attuali Cocer. Oggi ho scritto al Presidente della Repubblica rivolgendogli un appello per chiedere il suo autorevole intervento nella sua veste di garante della Costituzione e Capo supremo delle Forze armate per fermare la pericolosa deriva anticostituzionale che si cela dietro ad un simile provvedimento e che rischia di minare i fondamenti e la stabilità delle stesse Forze armate e dello Stato. Quale sarà il prezzo che dovranno pagare tutti i militari per il silenzio dei delegati Cocer che il governo ha tacitato con questo atto di proroga. Ho il timore - conclude Turco - che questo governo domani vorrà imporre ai cittadini altre proroghe e che la Costituzione e i diritti ch'essa sancisce siano solo un fattore secondario.

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Ill.mo Signor Presidente della Repubblica
Palazzo del Quirinale
00187 – Roma 

Illustrissimo Signore Presidente,

 mi permetto di scrivere alla S.V. , massimo garante della Costituzione, Capo supremo delle Forze armate, nella convinzione che solo un Suo autorevole intervento potrà fermare la pericolosa deriva anticostituzionale che, minacciosamente, si cela dietro l’approvazione dell’odierno decreto-legge per assicurare la prosecuzione degli interventi di cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di pace e di stabilizzazione, nonché prorogare la partecipazione di personale delle Forze armate e delle Forze di polizia alle missioni internazionali con il quale è stato prorogato di un anno il mandato dei componenti in carica del Consiglio centrale interforze della rappresentanza militare (COCER).

Senza soffermarmi sulla questione della totale estraneità del provvedimento di proroga dell’istituto rappresentativo dei militari in argomento, al testo normativo nel quale lo si è voluto inserire, ne sulla sua urgenza, mi preme rappresentarle che in caso di approvazione definitiva, anche in un solo ramo del Parlamento, si verificherebbe una gravissima violazione di quei sacri principi democratici su cui si fonda la nostra Repubblica e ai quali si uniformano le Forze armate.

Privare ogni cittadino militare della possibilità di esprimere nei modi e nei tempi previsti dalla vigente normativa il proprio giudizio sull’operato di coloro che sono stati chiamati a rappresentarne le necessità e gli interessi, con l’espressione del legittimo voto, è un atto di inaudita gravità che riporta alla mente gli anni più bui della storia italiana.

Un simile atto di protervia equivarrebbe a sottrarre agli stessi militari uno dei fondamentali diritti che il nostro ordinamento riconosce a tutti i cittadini senza limitazioni di status o classe sociale: quello della libertà di espressione e di opinione.

Per questi motivi chiedo un Suo autorevole intervento sulla questione che, qualora non trovi l’auspicata conclusione aderente al dettato costituzionale, nonché alla volontà della totalità dei cittadini militari di poter esprimere, tramite il legittimo ed inalienabile diritto di voto, il proprio giudizio sull’operato degli attuali organismi della rappresentanza militare alla data della naturale scadenza dell’attuale mandato, non mancherò certamente di opporre all'odierno provvedimento di proroga ogni possibile azione consentita.

Nella certezza che questo appello che Le rivolgo, anche a nome del partito per la tutela dei diritti dei militari, non resterà inascoltato, le porgo i miei più rispettosi saluti.

On. Maurizo Turco