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2012 09 18 * Legalità - Turco: «Di fronte a quello che ordinariamente accade e alla pianificazione da parte dei Capigruppo del Senato di violare la legalità, dalla mezzanotte ho iniziato uno sciopero della fame»

Maurizio Turco, di fronte a quello che ordinariamente accade e alla pianificazione da parte dei Capigruppo del Senato di violare la legalità, dalla mezzanotte ho iniziato uno sciopero della fame per questa battaglia che va nella stessa direzione ed è unica con l’obiettivo dell’amnistia per riformare la giustizia e creare le condizioni per ripristinare la legalità violata.

1. Ieri la Commissione Affari Costituzionali della Camera, ancora una volta grazie al Presidente Donato Bruno, ha deciso di reinserire nel calendario dei lavori a partire da martedì prossimo il dibattito conclusivo sull'articolo 49 della Costituzione sulla democrazia interna ai partiti.
Pro memoria: la mancata applicazione della previsione costituzionale persiste dal giorno stesso della promulgazione della Costituzione, dunque il prossimo 27 dicembre festeggeremo i 65 anni di questa previsione costituzionale non attuata (nonché dell'articolo 39 sulla democrazia interna ai sindacati).

2. Nelle stesse ore la Conferenza dei capigruppo del Senato ha previsto per la settimana prossima un calendario volto alla modifica del sistema elettorale a 4/5 mesi dallo scioglimento delle camere.
Pro memoria: la Corte europea dei diritti dell'uomo ha riconosciuto in sentenza il principio stabilito dalla "Commissione europea per la Democrazia attraverso il Diritto" del Consiglio d'Europa secondo il quale «Gli elementi fondamentali del diritto elettorale, e in particolare il sistema elettorale propriamente detto, la composizione delle commissioni elettorali e la delimitazione delle circoscrizioni non dovrebbero poter essere modificate meno di un anno prima di un'elezione, o dovrebbero essere regolate a livello costituzionale o ad un livello superiore a quello della legge ordinaria». (...) in quanto «La stabilità del diritto è un elemento importante della credibilità del processo elettorale, che a sua volta è essenziale per il consolidamento della democrazia. In effetti, se le regole cambiano spesso, l’elettore può essere disorientato e non capirle, specialmente se hanno una natura complessa; soprattutto, può considerare, a torto o a ragione, che il diritto elettorale è uno strumento che coloro che esercitano il potere manipolano a loro favore, e che il voto dell'elettore non è più quindi l'elemento che decide l'esito delle elezioni».

3. Questa ultima ulteriore violazione delle norme basilari per il consolidamento della democrazia si vanno ad inserire nel contesto in cui, come sempre più spesso e all'unanimità il Consiglio dei Ministri del Consiglio d'Europa ha sottolineato, aggravandone il giudizio, che la Repubblica italiana ha subito ripetute condanne della Corte europea dei diritti dell'uomo sin "dagli inizi degli anni '80 a causa della durata eccessiva delle procedure giudiziarie civili, penali e amministrative " e che queste rappresentano "un importante pericolo per il rispetto dello Stato di diritto".

4. Vi è infine ed inoltre il problema della legislazione elettorale di contorno, a partire dalla raccolta firme per partecipare alle elezioni. Per evitare i brogli il PD aveva proposto di diminuire le figure abilitate all'autenticazione delle firme, e così una legge criminogena sarebbe diventata criminale a tutto tondo. In Commissione Affari costituzionali della Camera era anche iniziato il dibattito ma non appena tutte le forze politiche, tranne il PD, avevano trovato proposte comuni sui punti essenziali, la discussione si è interrotta ed è sparita dalla programmazione legislativa.

A questo punto, quello che accade ordinariamente contro il diritto interno ed internazionale ed infine la pianificazione di violare la legalità europea non è tollerabile.
Per questa battaglia che va nella stessa direzione ed è unica con l’obiettivo di ripristinare lo stato di diritto e la giustizia attraverso l’amnistia ho iniziato dalla mezzanotte uno sciopero della fame.
Come tutte le iniziative nonviolente dei militanti del Partito radicale non è iniziativa contro qualcosa o qualcuno ma per l’affermazione di principi basilari dello stato di diritto e della democrazia e, nel caso particolare, per ristabilire la legalità violata e per evitare il compimento di nuove violazioni.