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2012 12 13 * Elezioni - C'è un errore nel comunicato del Presidente Napolitano, chi deve raccogliere le firme per presentare le liste non deve essere agevolato ma risarcito

Dichiarazione di Maurizio Turco, deputato Radicale:

"Visto che le firme per presentare le candidature alle elezioni vanno presentate 35 giorni prima della scadenza elettorale, a seconda che si voti il 17 o 24 febbraio, si dovranno depositare entro il 13 o il 20 gennaio.
So che per i radicali non v'è soluzione di continuità, non so per il Capo dello Stato, ma tendenzialmente a partire dal 24 dicembre al 6 gennaio non è un periodo che ci sentiremmo di affermare essere solitamente (nel mondo intero!) dedicato alla politica. A questo si aggiungano le condizioni meteo, il Capo dello Stato può chiedere informazioni all'Aeronautica militare, per parte nostra non prevediamo condizioni primaverili, periodo nel quale, invece, solitamente si raccolgono.
Infine, non possiamo non far notare innanzitutto al Capo dello Stato, l'uso scellerato dei mezzi di informazione, a cominciare da quelli pubblici. Una barbarie. Da anni non ci sono le tribune elettorali. Per quanto riguarda l'informazione subliminale, quella dei 10 secondi nei Tg, riesce perfettamente a far coincidere i risultati dei sondaggi con le presenze che hanno accesso a tali mezzi. Accesso consentito né sulla base di regole, né per informare sulle iniziative politiche, ma sulla politica di spartizione tra chi accetta questo sistema.
Per non parlare della costante propensione a decidere quali temi iscrivere nell'agenda politica e quali escludere.
Questo il contesto e quindi, contrariamente a quanto il Capo dello Stato ha chiesto al Presidente del Consiglio, le forze politiche che devono raccogliere le firme non devono essere agevolate in questo compito ma risarcite.
Questo soprattutto in considerazione del fatto che, da una parte il Capo dello Stato e dall'altra i porcellini, i sostenitori occulti del porcellum, in particolare nell'ultimo semestre, hanno portato avanti due campagne apparentemente contrapposte ma sostanzialmente convergenti, costellate di iniziative sempre più pressanti e credibili, volte alla destabilizzazione della certezza del sistema elettorale in prossimità della scadenza elettorale. Pratica che il Consiglio d'Europa considera destabilizzante per la democrazia. Com'è stato dimostrato in questi mesi queste sono quisquiglie per chi pensa che Parigi val bene una messa, non per noi."