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e1 - Rapporto sulla visita alla sezione 41bis del carcere femminile di Roma Rebibbia

DATA domenica 23 novembre 2003

DURATA dalle ore 11.30 alle ore 13.00

DETENUTE NELLA SEZIONE 4

DETENUTE INCONTRATE 4

MOTIVO la visita si è svolta ai sensi dell’art 67 della Legge Penitenziaria e dell'articolo 117 del Regolamento di esecuzione che autorizza i deputati a recarsi in visita ispettiva in tutti i penitenziari della Repubblica.


MEMBRI DELLA DELEGAZIONE

Maurizio TURCO, deputato al Parlamento europeo, relatore sullo stato delle prigioni nell’UE; 

Sergio D’ELIA, Segretario di Nessuno Tocchi Caino, ONG contro la pena di morte e i trattamenti disumani e degradanti;

Malena ZINGONI, assistente parlamentare.


RAPPORTO

Le detenute nella sezione sono 4 e sono le uniche detenute in Italia ai sensi della legge.


La detenuta ADAMO Immacolata ha dichiarato:

di essere incensurata;

di essere detenuta da 30 mesi, di cui 18 in regime di 41bis;

di essere in attesa di giudizio da 30 mesi;

di essere imputata del solo reato associativo (art. 416bis, associazione a delinquere di stampo mafioso) e di non essere imputata per reati specifici;

che il marito ASCIONE Raffaele è detenuto a Livorno, è detenuto da 10 anni di cui 8 in regime di 41bis, misura alla quale non è attualmente sottoposto;

di avere 8 figli e che in ragione del fatto che è consentita una sola visita mensile di un’ora attraverso un vetro divisorio a tre famigliari per volta può vedere i figli una volta ogni 3 mesi. E’ da segnalare che per i figli fino a 12 anni il colloquio avviene senza vetro divisorio per 10 minuti al mese (all’interno dell’ora prevista).


La detenuta BUOMPASTORE Maria ha dichiarato:

di essere detenuta dal dicembre 1998 e dal 31 gennaio 2001 in regime di 41bis;

di essere stata condannata in 2° grado a 16 anni e 6 mesi;

di essere madre di tre figli di 15, 11 e 13 anni, quest’ultimo malato di leucemia;

che il marito ZITO Pierdonato è detenuto dal 6 giugno 1995 e dal 22 aprile 1999 in regime di 41bis.


La detenuta DE LUCA Teresa ha dichiarato:

di essere in esecuzione pena per spaccio di droga, ma di essere stata scarcerata per il reato di associazione di stampo mafioso per cui era stata arrestata a fine anno 2000 e, nel gennaio 2001, assegnata al 41bis;

di essere preoccupata per le condizioni di salute del figlio detenuto a Parma che soffre di crisi depressive e che in questi anni di 41bis non ha mai potuto vedere a colloquio nonostante sia stata autorizzata dal Tribunale di Napoli;

di avere, oltre a quello detenuto, altri tre figli, di cui uno di otto anni diventato balbuziente da quando l’ha vista in carcere la prima volta.


La detenuta LICCIARDI Maria ha dichiarato:

di essere detenuta da 30 mesi, di cui 9 in regime di 41bis;

di essere appellante per una condanna a 10 anni per il solo 416bis;


In linea generale è stato appurato che le detenute:

non ricevono informazioni sui loro diritti;

dal 28 febbraio 2003 vi è una perquisizione quotidiana delle celle, mentre precedentemente le perquisizioni avvenivano sporadicamente e casualmente;

vi sono ritardi nella consegna della corrispondenza il che, nel caso di corrispondenza con gli avvocati difensori, ha causato la scadenza dei termini entro i quali avrebbero potuto presentare reclamo avverso il decreto di assegnazione in 41bis;

a discrezione del Direttore dell’Istituto potrebbero effettuare un secondo colloquio e nonostante non siano state colpite da provvedimenti disciplinari, questo gli è costantemente negato.