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2000 07 25 * XIII legislatura * Senato, Interrogazione a risposta scritta - senza risposta * SALVATO Ersilia - DS-ULIVO

Ramo: Senato

Tipo Atto: INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Numero atto: 4/20197

Data presentazione: 25-07-2000

Seduta di presentazione: 895

PRESENTATORE : SALVATO Ersilia DEM.SIN. - L'ULIVO (DS-ULIVO); MANCONI Luigi VERDI-ULIVO (V.-ULIVO)

STATO ITER : Iter in corso

DESTINATARI : MINISTERO DI GRAZIA E GIUSTIZIA 25-07-2000

Testo dell'Atto

Al Ministro della giustizia. Premesso: che secondo quanto segnalato dai detenuti e dai loro legali nel carcere di Parma i circa 55 detenuti, sottoposti al regime di cui all'articolo 41 bis, secondo comma, dell'ordinamento penitenziario, sarebbero trattati in modo disumano e lesivo della loro dignità personale; che la Direzione del carcere di Parma negherebbe ai suddetti detenuti la possibilità di partecipare a qualsiasi attività culturale, sportiva o ricreativa, impedendo l'accesso alla biblioteca ed al campo di calcio, non istituendo alcun corso scolastico per i detenuti differenziati e rendendo loro impossibile l'iscrizione all'università o a corsi di studio a distanza; che i detenuti lamentano la scarsa presenza di una serie di figure professionali quali il dirigente sanitario, lo psicologo, l'assistente sociale che si sarebbero recati nella sezione speciale due volte in oltre due anni e ciò solo dopo vibrate proteste dei medesimi; che le ore di colloquio con i familiari durerebbero cinquanta minuti anziché sessanta; tale prassi sarebbe rimasta invariata anche dopo che sul punto è intervenuto il magistrato di sorveglianza; che ai detenuti, diversamente da quanto avviene in altri istituti, è negata la possibilità di lavorare all'interno della sezione; che di notte è previsto un controllo ogni trenta minuti, che si svolge generalmente con eccessi di rumore e con accensione ogni volta del neon grande invece della più fioca luce notturna; che secondo quanto da loro dichiarato ai detenuti non è consentito di avere più di due coperte e ciò anche quando fa molto freddo; che ai detenuti sarebbe vietato il possesso di una radiolina F.M e sarebbe consentito di ascoltare solo un canale unificato A.M, deciso dal personale penitenziario; che sarebbe loro vietato l'utilizzo di lettori di musicassette anche se finalizzati a seguire corsi di lingua straniera; che sarebbe vietato lo scambio con altri detenuti (anche con quelli con i quali si trascorre l'aria insieme) di libri o articoli di giornale, o fotografie, anche quelle dei propri bambini; che sarebbe vietato farsi delle foto a proprie spese o poter acquistare tramite apposita domanda prodotti alimentari di uso quotidiano come ad esempio l'orzo o la marmellata; che sarebbe loro consentito di ricevere solo foto del formato 10 x 15 e non sarebbe consentito il possesso in cella di più di dieci foto, tre libri e tre riviste. Di fatto ciò rende impossibile qualsiasi attività di studio, di ricerca e spesso di svago; che sarebbe vietata la ricezione ed il possesso di libri in lingua sarda e l'uso di questa lingua nelle comunicazioni epistolari;

che i pacchi provenienti dall'esterno contenenti libri vengono conteggiati come pacchi ordinari così riducendo la possibilità di ricevere cibo o vestiti; che gli agenti di polizia penitenziaria pretenderebbero in sezione il massimo silenzio sia di giorno che di notte, previa minaccia di elevare rapporti disciplinari. Lo stesso varrebbe per il volume dei televisori. Sarebbe perciò elevato il numero di rapporti disciplinari elevati a carico dei detenuti occupanti le celle più vicine alla guardiola; che ai detenuti isolati per ragioni disciplinari non sarebbe consentito portarsi nella cella di isolamento i generi vittuari già acquistati che così sono destinati a marcire; che anche i detenuti gravemente malati sarebbero reclusi nel reparto isolamento. Quindi oltre ad essere sottoposti al regime dell'articolo 41-bis, menomati per le condizioni fisiche sarebbero anche privati della poca socialità di cui invece godono gli altri detenuti sottoposti al regime dell'articolo 41-bis. Attualmente in quel braccio vi sono tre detenuti in gravi condizioni a cui non verrebbe garantito nemmeno il piantone; che uno dei detenuti malati, Salvatore Foria, oltre ad essere un non vedente è stato colpito da ictus nel 1995 quando era già sottoposto al regime di cui all'articolo 41-bis. Dopo cinque anni, nonostante la gravità di condizioni di salute che lo portano a vivere su una sedia a rotelle, è ancora sottoposto al "carcere duro"; che la sezione disabili del carcere di Parma è stata da sempre al centro di molte denunce per le condizioni disumane in cui i detenuti sono costretti a vivere; che l'ora d'aria in quel reparto sarebbe consentita nel cosiddetto "passeggio cubicolo", due detenuti alla volta e le persone malate raramente riescono ad usufruire di tale "diritto"; che l'elenco della spesa ordinaria è molto carente rispetto alle altre carceri; sarebbe vietato anche l'acquisto delle banane; che i controlli nel carcere di Parma sarebbero continui rendendo la vita quotidiana molto difficile: la battitura delle sbarre alle finestre delle celle verrebbe effettuata 4 volte al giorno, le perquisizioni in cella sarebbero continue, i detenuti che devono "partecipare" ai processi per videoconferenza (cioè tutti quelli in regime di articolo 41-bis) prima di accedere all'apposita saletta verrebbero fatti spogliare e perquisiti minuziosamente nonostante l'unico contatto sia quello con gli agenti che effettuano il controllo in sezione; che molti detenuti per non subire questa umiliazione dichiarano di rinunciare a presenziare alle udienze in videoconferenza così auto-comprimendosi il diritto alla difesa; che i detenuti che negli ultimi mesi si sono decisi a denunciare pubblicamente questa situazione attraverso i loro avvocati, dopo aver ricevuto pressioni ed intimidazioni, sarebbero stati trasferiti in altri istituti penitenziari; che l'unica risposta ad ogni accenno di protesta da parte dei detenuti su ognuno dei punti elencati sarebbe l'elevazione del rapporto disciplinare e conseguentemente la cella di isolamento per 10/15 giorni fino ad arrivare a minacce di aggressioni fisiche da parte degli agenti di polizia penitenziaria; che gli stessi avvocati dichiarano di essere costretti ad attendere molte ore prima di poter vedere i loro assistiti e spesso dopo aver affrontato lunghi viaggi devono andare via senza aver effettuato il colloquio. Per i colloqui di 55 detenuti in regime di articolo 41-bis viene infatti tenuta aperta una sola stanzetta blindata dove gli avvocati possono accedere uno per volta, cumulando gravi ritardi; che molti sono gli episodi di violenza e prevaricazione denunciati dai detenuti, numerosi i suicidi e tentati suicidi avvenuti nel carcere di Parma, alcune le morti "naturali" per problemi di salute e continue le proteste anche dei detenuti sottoposti al regime ordinario; che il trattamento di questo tipo non trova nessuna giustificazione sul piano della sicurezza; che il Comitato europeo per la prevenzione della tortura ha più volte segnalato le condizioni di disumanità in cui versano i detenuti sottoposti al regime di cui all'articolo 41-bis, soprattutto per quanto riguarda le condizioni di salute psico-fisica conseguente ad isolamenti prolungati e alla mancanza di socializzazione; che l'articolo 27, secondo comma, della Costituzione afferma che la pena non deve mai consistere in trattamenti contrari al senso di umanità, si chiede di sapere: se quanto riferito da più fonti risulti anche all'amministrazione penitenziaria; se non si ritenga che la gestione del carcere nei termini anzidetti sia inaccettabile secondo quanto prescritto dalla nostra Costituzione e dagli organismi internazionali; quali iniziative si intenda intraprendere per ripristinare nel carcere di Parma un trattamento che sia umano e rispettoso della dignità delle persone detenute e dei loro diritti fondamentali. (4-20197)