Questo sito si avvale di cookie utili alle finalità illustrate nella Privacy Policy
Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

2001 05 25 * Panorama * Echelon, la guerra fredda tra Europa e States - La Nsa spia anche le aziende del Vecchio continente. E le proteste non servono * Pino Buongiorno

Se mai ce ne fosse stato bisogno, gli Stati Uniti hanno aperto un nuovo contenzioso con l'Europa. Oggetto della disputa questa volta è la National security agency (Nsa) e la sua rete di spionaggio elettronico, nota come Echelon (120 satelliti e 50 stazioni a terra). Su ordine del vicepresidente Dick Cheney, i dirigenti della Nsa e della Cia hanno sbattuto le porte in faccia ai membri della commissione del Parlamento europeo su Echelon in missione a Washington per indagare sulle attività di spionaggio economico contro le aziende del Vecchio continente, in particolare tedesche, francesi e italiane. "Gli appuntamenti sono stati cancellati senza una spiegazione" ha accusato il capo della commissione, il parlamentare portoghese Carlos Coelho.

D'altra parte l'America non vuole nemmeno riconoscere ufficialmente l'esistenza del sistema capace di intercettare tutte le e-mail, le telefonate e i fax in Europa. Ha solo ammesso, attraverso l'ex capo della Cia James Woolsey, che alcune operazioni sono state condotte per provare le tangenti pagate dagli imprenditori europei a danno di quelli americani.

I governi dell'Unione sono convinti del contrario soprattutto da quando, nel 1998, il Parlamento europeo ha ricevuto un rapporto sulle attività clandestine della Nsa e dei suoi partner (Gran Bretagna, Canada, Australia e Nuova Zelanda). L'autore, lo scozzese Duncan Campbell, uno dei maggiori esperti mondiali, ha citato il caso di informazioni raccolte nel 1995 e passate alla Boeing e alla McDonnell-Douglas per vincere un lucroso contratto in Arabia al quale partecipava anche l'europea Airbus.

L'ennesima prova di questa guerra economica arriva dalle rivelazioni di James Bamford nel suo libro sulla Nsa. Anche Bamford conferma che l'America spia le aziende e i diplomatici alleati. I codici di comunicazione delle ambasciate italiane, per esempio, erano stati decrittati, assieme a quelli di altri 40 paesi, già all'inizio degli anni Sessanta e da allora, nonostante gli sforzi, non c'è un solo dispaccio che non possa essere captato. Bamford racconta anche la storia della francese Microturbo Sa produttrice di piccole turbine a gas usate nei motori degli elicotteri e nei missili, i cui dirigenti sono stati sorvegliati nel 1997. Interrogati da Bamford, i vertici dell'agenzia americana si sono difesi sostenendo che l'operazione era stata decisa perché la Microturbo aveva venduto turbine all'Iran negli anni Ottanta. Come mai, 15 anni dopo, la Microturbo veniva ancora tenuta sotto controllo dai satelliti, si è chiesto Bamford? La verità è che la Microturbo interessava al Pentagono, preoccupato che potesse vendere a terzi un sistema per missili Cruise costruito in Europa.

Tutte queste rivelazioni e le altre prove raccolte dai commissari finiranno in un rapporto che sarà presentato nelle prossime settimane al Parlamento di Strasburgo. Francia e Germania premono perché la denuncia contro lo spionaggio economico sia la più chiara possibile, anche in previsione del primo viaggio in Europa di George Bush. Più prudente è la Gran Bretagna, alleata degli Usa nel sistema Echelon.

Silenziosa finora l'Italia, che in questa storia rischia due volte. La prima quando è vittima delle intrusioni della Nsa nelle aziende che operano sui mercati internazionali, come l'Eni e la Finmeccanica. La seconda quando non partecipa alla controffensiva che alcuni paesi (Francia, Germania e Olanda) stanno organizzando per difendersi dal "Grande orecchio".