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2007 10 06 * L'Avvenire * La lettera Quell’inchiesta di «Repubblica» una caricatura indegna * Don Felice Bacco, Canosa di Puglia

Caro Direttore, ho appena terminato di leggere il 'supplemento' di inchiesta sull’8 per mille alla Chiesa cattolica italiana pubblicato su Repubblica di mercoledì 3 ottobre a firma di Curzio Maltese e ho provato un tale senso di ingiustizia, che mi sono precipitato a scriverle, sperando che mi passi. Il lettore sprovveduto che legge un articolo così penserà come minimo che noi preti sfruttiamo lo Stato che, con noi, ha tutto da perdere. Non potendo e non volendo prendere in considerazione l’intero articolo, mi permetto di far notare semplicemente alcune cose.

Sono parroco da 16 anni della  attedrale di Canosa di Puglia, considerata dallo Stato un monumento nazionale di straordinario importanza e bellezza, quindi visitato da una folta schiera di turisti italiani e no, soprattutto tedeschi e francesi. Il sottoscritto e il mio vice parroco garantiamo l’apertura della chiesa, tutti i giorni, per circa (e vado per difetto) 11 ore, mattina e sera. Siamo gli addetti alla sicurezza, alle pulizie (coadiuvati da una impresa e da diversi volontari), alla custodia...

E mi creda: tutte le feste, comandate e no, civili e religiose. Premetto che io e il mio vicario siamo diventati sacerdoti e con grande entusiasmo continuiamo ad esserlo, per amore di Dio e della sua Chiesa, per cui non dimentichiamo mai che la priorità va assolutamente data al servizio dei fratelli. Certe volte ho provato a calcolare quanto lo Stato avrebbe speso, quanto personale impiegato per garantire l’apertura e la fruizione del nostro 'monumento'! Le assicuro che, come noi, tanti altri sacerdoti, religiosi... hanno, per così dire, il doppio lavoro!?!

Sicuramente lei sa che il 'sostentamento' che riceviamo dallo Stato è di circa 700 euro, per me che sono parroco. Dovrei prendere circa altri duecento euro dalla parrocchia ma – e so con certezza di non essere il solo – ci rinuncio perché ci sono altre necessità pastorali. Ora, sicuramente continueremo ad assicurare con grande entusiasmo il nostro servizio pastorale e di 'custodia', ma per lo meno non fateci sentire in colpa! Mi sento anche tirato per 'il colletto' in questa polemica, anche perché la nostra Cattedrale ha usufruito sia dell’8 per mille dello Stato per il restauro conservativo, che dei fondi Cei per il restauro di alcuni manufatti. Non mi sembra che il denaro pubblico sia stato, così, sperperato e vi assicuro che senza questi interventi non avremmo mai potuto garantire i lavori realizzati.

Cordialità.