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2007 08 28* la Stampa* "Basta intimidazioni al Vaticano" * Paolo Stefanini

Forza Italia insorge ma i Verdi ribattono «Quei privilegi non sono un tabù»

«Il Vaticano è pronto a ridiscutere il Concordato? Stavolta, allora, la Santa Sede è più vicina ai Radicali che al sottoscritto». E stata questa la reazione stupita di Luca Volontè, capogruppo dell’Udc alla Camera, alle dichiarazioni di monsignor Kasteel sulla «Stampa» di ieri : «L’ignoto e autorevole Padre - ha proseguito - vuole correggere un Concordato che funziona a meraviglia? Buon per lui, noi in Parlamento ci opporremo. O i Radicali hanno aperto un’altra "breccia" o qualcuno è ancora in vacanza». E i radicali che, a proposito di breccia, ogni 20 settembre vanno in pellegrinaggio alle mura aureliane per commemorare la fine del potere temporale dei Papi, hanno rilasciato dichiarazioni nette, in odor di Porta Pia. A parlare è stato il deputato della Rosa nel Pugno Maurizio Turco, che ha invocato l’abolizione dell’articolo 7 della Costituzione, che riconosce ai Patti lateranensi la regolamentazione dei rapporti tra Stato e Chiesa cattolica. «Altrimenti - ha detto continueranno a essere giustificate tutte le nefandezze legislative approvate in oltre sessant’anni dai diversi Governi. Un gioco dell’oca truccato e dispendioso in cui gli unici a pagare sono i contribuenti italiani». Secondo l’esponente della Rnp l’Italia dovrebbe «abolire tutte le leggi che creano un privilegio per la Chiesa». L’affondo dei radicali non è stato gradito dal centrodestra e Isabella Bertolini, vicepresidente dei deputati di Forza Italia, ha chiesto al Presidente del Consiglio Romano Prodi di «prendere le distanze dagli attacchi contro la Chiesa lanciati ogni giorno dalla sinistra, a meno che non si tratti di un chiaro disegno di intimidazione contro Benedetto XVI». Parole rimandate al mittente da Paolo Cento, sottosegretario all’Economia dei Verdi: «Discutere dei privilegi di cui gode la Chiesa non può e non deve essere un tabù, né può essere confuso per anticlericalismo. Occorre tenere distinto il ruolo sociale della Chiesa dalla sua attività di gestione di immobili o iniziative paracommerciali».