Questo sito si avvale di cookie utili alle finalità illustrate nella Privacy Policy
Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

2008 02 29 * Il Secolo XIX * Soldi in Liechtenstein, 150 nomi Buttiglione: ci sono anch`io, ma solo perché insegnavo lì. Gli altri vip restano top secret * Angelo Bocconetti

«Fuori i nomi! Gli italiani devono sapere, prima delle elezioni, se in quegli elenchi ci sono quelli di candidati alle prossime politiche. Devono capire se costoro dovranno trascorrere più tempo nelle aule giudiziarie piuttosto che in quelle parlamentari» intima Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori. «Dopo aver accertato se vi sono irregolarità si renda pubblico l'elenco, se non altro per evitare che "veline e veleni" si diffondano, anche se il gioco è già cominciato» spiega sul suo blog anche Piero Fassino, ultimo segretario dei Ds. «No: bisogna pubblicare tutto perché la lotta all'evasione è una cosa seria» lo corregge Paolo Ferrero, ministro della Solidarietà sociale. «Mi piacerebbe vivere in un Paese più giusto che contrasta quei "furbacchioni" che hanno portato i soldi all'estero e li costringe a riportarli in Italia» concorda il segretario del Pd, Walter Veltroni.

Finora c'è un solo dito alzato: «Io ho un conto in Liechtenstein. Ma l'ho aperto quando insegnavo in quel Paese. Ci saranno, si e no, tremila euro» ha ammesso, per primo, Rocco Buttiglione, presidente dell'Udc. Ma il suo non sarebbe il nome più eclatante e clamoroso nell'elenco che, da due giorni, è in mano all'Agenzia delle Entrate. «Sta per abbattersi unvero e proprio ciclone sulla campagna elettorale» ha annunciato sibilinnamente, ieri sera, un'agenzia di stampa nota come "Velina Rossa", molto legata all'ex presidente dei Ds, Massimo D'Alema.

La "Lista nera" dei probabili evasori fiscali contiene almeno 150 nomi, nessuna società ma solo "persone fisiche", forse qualche prestanome, tutti cittadini italiani residenti soprattutto nel Nord (Val D'Aosta, Lombardia, Piemonte e Veneto) e nel centro (Toscana). Questo elenco è, da un paio di giorni, nelle mani dei funzionari delle entrate= che li stanno passando al setaccio. E la "tranche" italiana dei clienti della banca del principato: a trafugare l'elenco completo (1.400 conti correnti) è stato un ex dipendente della Lgt che li ha prima copiati su un dvd, e poi li ha venduti a quei governi (Germania e Francia) che prevedono la possibilità di "comperare" informazioni confidenziali sui loro contribuenti "scorretti". In Italia non esiste questa possibilità, ma l'elenco ci è stato regalato dai governi europei.

Il sospetto che in quella "lista nera" figurino anche nomi di politici italiani (o di loro prestanome che si sono prestati a far da "paravento") circola da ore nei corridoi di Montecitorio, già sovreccitati per la campagna elettorale. Nessuna conferma: Visco si è soltanto limitato ad annunciare che l'elenco sarà reso pubblico, quando saranno terminati gli accertamenti, «questione di giorni, non di settimane». Per il momento, però, ha preferito che a occuparsene fosse l'Agenzia delle entrate e non la Guardia di Finanza. Una circostanza che ha fatto scattare l'allarme tra i responsabili del Cocer delle Fiamme Gialle: «Perché siamo stati tenuti fuori? Oltretutto abbiamo più personale e più mezzi per effettuare i controlli!» è il senso del comunicato emesso ieri. La protesta, dopo le tensioni che hanno diviso, nei mesi scorsi, la Gdf e Visco, ha contribuito a far alzare la tensione attorno al "caso". In queste ore, nei tam tam dei palazzi della politica si rincorrono nomi su nomi. Nessuna conferma ufficiale.

Ieri Rocco Buttiglione, ha cercato di giocare d'anticipo: in un'intervista concessa a un quotidiano on-line ha ammesso che il suo può essere uno di quei nomi. Ma senza che ciò implichi l'ammissione di evasione fiscale. «Sono stato professore docente e corettore di una prestigiosa istituzione culturale del Liechtenstein, la locale Accademia della Filosofia. In quel periodo, ovviamente, ho percepito un regolare compenso e, per comodità, ho aperto un conto corrente. Ero residente e, come tale, avevo la possibilità di farlo, come tutti gli altri 2.000 italiani che vivono lì. Quando ho smesso la collaborazione, ho tenuto il conto aperto, nella romantica speranza di tornarci, un giorno. Ma non ho più fatto alcuna operazione bancaria: vi saranno rimasti la bellezza di 4.500 franchi svizzeri. Qualcosa come 3.000 euro! - ha spiegato il presidente dell'Udc - il sistema bancario di quel Paese si divide in due. Da una parte quello "normale", per chi lavora, e che funziona come tutti i sistemi del mondo. E un altro è quello "segreto" di cui si servono malviventi e trafficanti internazionali».

«Buttiglione dice cose inesatte - gli ha risposto Maurizio Turco, radicale ha spiegato le ragioni che lo hanno portato ad aprire un conto corrente bancario lì. Ma non è vero che in Liechtenstein il sistema bancario sia equiparabile a quello degli altri Paesi europei. Per esempio: gli risulta che i controlli siano rigorosi anche per quel che riguarda i fondi neri dei partiti? E poi: Buttiglione, mentre lavorava in quella istituzione culturale, ha introdotto qualcuno in qualche banca di quel Paese? Conosce qualcun altro che ha conti?».