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2009 02 05 * Il Manifesto * RADICALI Bettini: «Lontani dal Pd, è finita». Turco : tutte bugie * Daniela Preziosi

«I cattolici vogliono raccogliere le firme per discutere la nostra cacciata dal gruppo democratico? E va bene, vuol dire parteciperemo al dibattito. Comunque qualcuno li informi che faccio parte di un comitato molto ristretto che sta scrivendo proprio lo statuto del gruppo democratico. Il nostro statuto, insomma. Siamo in sei: Sesa Amici, Salvatore Vassallo, Piero Ruzzante, Donata Lenzi e Ettore Rosato e io». Il deputato radicale Maurizio Turco è un fiume in piena. Da qualche giorno è partito il tormentone della presenza dei radicali nelle liste del Pd perle elezioni europee. I pannelliani non avrebbero alcuna intenzione di partecipare a una lista di 'piccoli partiti' a caccia del 4 per cento. La vicenda, dunque, ha tutta l'aria di,diventare una replica degli accordi sulle politiche del 13 e 14 aprile 2008. La tecnica è sempre quella, stop and go. Anche se a questo giro a largo del Nazareno, il quartier generale dei veltroniani, c'è più d'uno pronto a scommettere che stavolta, alla fine, l'accordo non ci sarà. Perché, spiegano, nei sondaggi della campagna elettorale per le politiche il Pd toccò il punto più basso nelle due settimane di fuoco in cui Pannella fece lo sciopero della fame contro Veltroni. I giornali ci ricamarono per giorni e giorni, nell'imbarazzo del manipolo dei dirigenti democratici che conduceva la trattativa. Quell'accordo, che alla fine si fece, non è andato mai giù ai cattolici doc del partito, che hanno sostenuto, statistiche e flussi elettorali alla mano, essere stato causa di un'emorragia di voti al centro. Ora questi stessi cattolici doc (rutelliani, ex ppi e pattuglia teodem), in vista delle europee, hanno già iniziato a combattere una loro guerriglia di posizione per evitare che la vicenda si replichi. Del resto, ragionano ancora al Nazareno, nove mesi di convivenza forzata nello stesso gruppo parlamentare non sono stati una passeggiata. La goccia che ha fatto traboccare il vaso sarebbe stata il caso Villari, con una battaglia feroce dei radicali al fianco dell'ormai ex capo della Vigilanza.

Così il presidente della Lega Italiana per il divorzio breve, segretario dell'associazione Anticlericale punto net e tesoriere della Lega internazionale antiproibizionista, insomma il deputato radicale Turco di carne al fuoco ne mette parecchia. «Diamo fastidio nello stesso gruppo perché saremmo 'lontani dal progetto del Pd'? Ci stiamo con le stesse ragioni di quando ci hanno chiesto di entrare. Casomai perché non ci hanno fatto fare come a Di Pietro, a cui invece hanno concesso di fare gruppo?». Il presidente di Quarta fase Antonello Giacomelli, cattolico e franceschiniano di ferro, dice che «dopo le parole in aula di Rita Bemardini (ha dato ai colleghi del Pd dei «ladri di legalità e di democrazia» e anche dei fascisti, ndr) le strade di Pd e Radicali si dividono irrimediabilmente»? Turco: «Se Giacomelli non sa che i radicali sostengono queste cose da cinquant'anni., se non sa che nel '79 fu Marco Pannella a cedere il suo spazio per far intervenire Altiero Spine}li al parlamento europeo mentre il Pci, che l'aveva eletto, non lo faceva parlare, vuol dire che è, non dico ignorante, ma vittima del regime italiano che gli lascia ignorare questa storia». II coordinatore politico Pd Goffredo Bettini nega di aver promesso un posto alle europee a Pannella, ammettendo appena di aver «rilevato che il suo profilo era molto più adatto a una platea internazionale»? «E non è vero, Bettini lo sa. E mica solo lui», replica Turco. «In una di quelle riunioni c'ero io, c'era Marco Cappato, c'era Bettini, ma anche un alto esponente delle istituzioni del Lazio». Turco non lo dice, ma si tratta di Enrico Gasbarra, all'epoca presidente della provincia di Roma, presente a varie riprese in quelle riunioni in quanto amico personale di Pannella. «Ma non voglio tirare per la giacchetta nessuno, non c'è bisogno di chiamare altri testimoni. La verità è che dal Pd stanno cercando delle scuse per far star buoni i cattolici. Ma chiedo io: chi è il Pd, Giacomelli e Binetti?».