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2009 11 20 * L'Opinione * Il "no" dei radicali alle dimissioni di Cosentino * Dimitri Buffa

I sei deputati radicali eletti nelle liste dei Pd alle scorse politiche voteranno no per la richiesta di arresto dei sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino, accusato di essere vicino al clan camorrista dei Casalesi dalla procura di Napoli. La cosa rischia di complicare i rapporti già non idilliaci con Bersani e ancora più di scatenare le ire di Di Pietro. Parlandone sia con Maurizio Turco, che è membro della giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera, sia con Rita Bernardini, decana dei radicali a Montecitorio, ecco cosa è venuto fuori. Turco sostiene che quella di Napoli "è una richiesta che, in senso tecnico, è 'suicida', perché pretende l'arresto sulla base di dichiarazioni di pentiti che si autoavverano e solo per questo assurgono al rango di prove o addirittura di certezze, quando queste esistono sin dal 1994. A Napoli aspettano un pentito, ne verbalizzano altri sei, e poi arrivano al 2009 per chiedere l'arresto?" Poi aggiunge sarcasticamente che Cosentino in realtà si è auto accusato, perché "ha praticamente detto che il sistema partitocratico uccide il cittadino, il diritto del singolo, occupa lo spazio pubblico". In pratica "si spartiscono tutto e lui poi dice: mica l'ho scritta io la legge regionale". Non manca la stoccata alla magistratura napoletana: "il rito partenopeo, simile a quello del caso Tortora, mi porta a mettere in discussione il procedere dell'intera procura". Perché? "Perché non esiste che se dopo 15 anni di dichiarazioni non hai ancora un riscontro chiedi l'arresto di una persona. E peggio sarebbe se quei riscontri non li si fosse cercati, andando alla ricerca di altri pentiti così che la verità giudiziaria si basasse su dichiarazioni concordanti e, in alcuni casi, alla seconda volta in cui si è verbalizzata la stessa vicenda". Altro fronte che i radicali vogliono aprire è quello sul concorso esterno in associazione mafiosa: "il reato non esiste in quanto tale ma è il frutto di due norme: il concorso di persone in un reato 110 e il 416 bis che è l'associazione mafiosa". "Ma il concorso di persone non associate in una associazione - dice Turco - è una forzatura non solo giuridica ma soprattutto logica". Non c'è così il timore di aprire troppe contraddizioni in seno all'opposizione? Secondo la Bernardini, "alla fine no, perché molti colleghi del Pd non sono affatto convinti di questa richiesta di arresto, anche se magari voteranno sì per pure logiche interne al loro partito". Come a dire: il loro, mica il nostro.