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2010 10 20 * Terra * «Vigliaccheria di Stato» * Federico Tulli

IL CASO. A colloquio con il deputato radicale del Pd Maurizio Turco. Da una sua denuncia presentata con Carlo Pontesilli di anticlericale.net, alle Corte di Giustizia Ue, si va verso lo stop all’esenzione Ici per gli enti ecclesiastici.

Un buco di quasi venti miliardi di euro. A tanto ammonta il danno erariale per i mancati incassi di Ici, Ires e altre imposte o riduzioni comunali che dal 2005 gli enti ecclesiastici non sono obbligati a pagare, diversamente dai comuni mortali. Vale a dire noi cittadini italiani. Benefici che si configurano platealmente come aiuti di Stato, in violazione della normativa europea che li regola. La denuncia è stata depositata alla Corte di Giustizia europea niente meno che nel 2006 da Maurizio Turco, deputato radicale eletto nelle liste del Pd, e da Carlo Pontesilli, segretario di anticlericale.net. Oggi dopo un lentissimo iter di verifica avviato dall’autorità giudiziaria Ue (con sede a Lusemburgo) potrebbe cominciare a portare i suoi frutti. Tra le pieghe del decreto sul federalismo fiscale municipale approvato dal governo a inizio agosto 2010 e mai pubblicizzato, compare un comma che cancella una parte delle esenzioni finite sotto la lente Ue. A partire dal 2014.


Onorevole Turco, è la fine di una palese ingiustizia?

Per ora quello che c’è di palese, da anni, è la violazione della normativa comunitaria da parte dello Stato italiano e il conseguente danno economico per i cittadini.


Il ministro Tremonti è considerato il padre dell’ottopermille che frutta 1 miliardo di euro l’anno alla casse del Vaticano. Con questa mossa ha improvvisamente voltato la schiena alla Chiesa?

Assolutamente no. Inserendo quel comma nel decreto sul federalismo fiscale lui sta scaricando tutto il peso dell’operazione sui singoli comuni. Peraltro, a partire dal 2014 non ci saranno più esenzioni Ici per nessuno.


Cosa vuol dire con questo?

Voglio dire che lo Stato centrale se ne lava le mani. E che ci saranno enormi difficoltà a eseguire un censimento attendibile degli immobili ecclesiastici per verificare quali sono quelli destinati a fini religiosi e quali quelli commerciali. Sarà infatti compito dei sindaci organizzare la ricostruzione della vita di cespiti che potrebbero non essere nemmeno presenti in catasto. Pensiamo ad esempio quante costruzioni esistono nella provincia italiana risalenti a molti secoli addietro.


E' pessimista...

La vedo male. Siamo di fronte a uno Stato vigliacco che sa di aver commesso un grave errore, ma che si attiva per sanare l’anomalia solo quando ha l’opportunità di scaricare la responsabilità su altre istituzioni molto più deboli.


Ora cosa accadrà?

La Commissione ha 18 mesi di tempo per fare le proprie valutazioni. Dopo di che in considerazione del fatto che mancheranno solo due anni all’entrata in vigore del federalismo fiscale con le nuove norme, Bruxelles potrebbe anche decidere di non fare nulla. Il problema che però noi poniamo riguarda il pagamento degli arretrati. Riteniamo che dal 2005 al 2010 i cittadini italiani abbiano maturato crediti con lo Stato, per violazione della direttiva comunitaria, pari a dieci miliardi di euro (tra Ici e tutte le altre esenzioni). Crediti che, se fino al 2014 non accade nulla, toccheranno quota 18 miliardi.