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2012 01 11 * l'indro.it * "I RADICALI PER IL METODO KIRCHNER" * Gianluca Abbate

"La Chiesa deve rispettare le regole di concorrenza imposta dall’UE sulle organizzazioni no profit"

Per sgombrare il campo da equivoci intendo ribadire ciò che ho già affermato più volte. Noi Radicali concordiamo totalmente con quello che fece il Presidente argentino Kirchner appena eletto, nel pieno di una crisi economica che noi in Italia non abbiamo ancora conosciuto: infatti, come primo atto, Kirchner, da laico, radicale, liberale, decise giustamente di prendere contatto con la Caritas argentina appaltando alla stessa, a pagamento, il compito di provvedere a fornire ai cittadini tutti quei servizi che lo Stato non era in grado di fornire.

Noi oggi , pertanto, poniamo una questione di legalità. Ci sono in materia delle direttive comunitarie sulla concorrenza che non possono essere ignorate. Ciò che ci sembra doveroso è proprio mettere in discussione la legislazione italiana che riguarda tutte le organizzazioni no- profit compresa la Chiesa Cattolica, che è semplicemente quella più presente e radicata sul terriotorio nazionale. Quindi nel caso in cui la Commissione europea dovesse riconoscere che la normativa italiana -che prevede l’esenzione dall’ICI per gli immobili destinati parzialmente all’esercizio di attività commerciali – sia in contrasto con le direttive europee, ci limiteremmo a prendere atto che, essenzialmente per ragioni quantitative, ne sarebbe maggiormente coinvolta la Chiesa Cattolica.

Vorrei, quindi, fosse chiaro che noi non stiamo ponendo alcun problema in ordine ai rapporti tra Stato e Chiesa, né poniamo questioni religiose ma soltanto una questione di legalità. Occorre ricordarlo: le direttive europee sulla concorrenza sono chiarissime e l’Italia si è impegnata solennemente a rispettarle. Dirò di più: sono stati compiuti degli errori in merito. Non è un caso infatti che i dirigenti politici della Commissione europea non abbiano tenuto in giusta considerazione da più di cinque anni le conclusioni in materia dei funzionari tecnici i quali,dall’inizio, hanno valutato come la nostra normativa fosse difforme dai principi europei. 

E’ vero che i vertici politici delle istituzioni europee possono anche decidere in maniera difforme dai rilievi tecnici: qualora ciò accadesse, noi abbiamo già preannunciato che ricorreremo alla Corte Europea che, come è noto, non è un organo politico. Ciò che oggi io trovo eticamente scorretto è il tentativo di coloro che cercano di ridurre la questione ai piccoli oratori o a strutture similari. Non è invece assolutamente questo il problema. Deve essere chiaro che noi Radicali stiamo esclusivamente chiedendo che venga dato un giudizio tecnico da parte della Commissione europea che riguarda tutti gli enti no profit. Non esiste nessuna presa di posizione da parte nostra contro la Chiesa Cattolica.

Voglio evidenziare un altro aspetto che a mio avviso è importante: L’Italia dei Valori, che si è sempre astenuta negli anni sui nostri Odg in materia, di recente, ha invece di recente presentato un ordine del giorno fortemente ideologico contro la Chiesa Cattolica. Noi invece non abbiamo mai assunto o avallato comportamenti che fossero rivolti esclusivamente contro una determinata parte per motivazioni etiche o squisitamente ideologiche. Io, infatti, ho votato con convinzione contro questo OdG dell’IDV. Quindi possiamo affermare che ad oggi non dobbiamo essere noi Radicali, né i deputati cattolici, né il Cardinal Bagnasco, né tanto meno il governo stesso ad assumere provvedimenti o iniziative in materia perché il giudizio definitivo verrà dato tra pochi mesi dall’unico oragano a ciò deputato, ossia la Commissione europea. Fino ad oggi la situazione è stata gestita molto male con gravi ricadute sul piano mediatico senza attenersi a quelli che sono i fatti. E’ quindi chiaro quale è il punto focale: non ci sono comportamenti sbagliati o disonesti delle parti coinvolte. Ciò che è sbagliato è la nostra legislazione. Noi pertanto denunciamo lo Stato italiano e non certamente la Chiesa Cattolica.