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2012 01 13 * Clandestinoweb * Turco (radicali) : L’Italia è uno Stato criminale * Luigi Erbetta

La Camera dei Deputati ha espresso parere contrario all'arresto di Nicola Cosentino.

Lo schieramento del NO ha vinto con 309 voti contro i 298 si. Un ruolo importante nella votazione e' stato svolto dai Radicali che con il loro voto hanno inciso sulla decisione finale. Clandestinoweb ha raggiunto l'on. Maurizio Turco per fare un commento sulla situazione.

I Radicali hanno votato contro l'arresto di Nicola Cosentino. Come commenta la votazione?

Tengo a precisare che la votazione e' stata contro l'arresto, non contro il processo che comunque va avanti. Quello che condanniamo e' il Fumus Persecutionis. La votazione e' avvenuta dopo aver esaminato le carte . Cosentino e' stato definito referente nazionale dei Casalesi. Pero' non e' stato nessun collaboratore di giustizia a dire questo, bens i magistrati sono arrivati a questa ipotesi solo per deduzione. Quello in mano ai magistrati e' materiale idoneo per indagare, non per condannare. Io ho votato a favore dell'arresto di Angelucci, Papa e Milanese, e la mia votazione e' avvenuta sempre dopo aver preso visione delle carte. Detto cio' spero che i magistrati vadano avanti con l'iter giuridico, non con quello persecutorio.

Quanto occorre accelerare i tempi di una riforma giuridica?

In Italia c'e' una forte concentrazione di criminalita' politica. Anche la spartizione politica e' reato. L'Italia e' uno Stato criminale, condannato dalla Corte Europea sui diritti dell'uomo. Lo Stato si e' spesso impegnato su riforme che poi non sono mai state fatte. La lentezza delle procedure giudiziarie che mette in pericolo lo Stato di democrazia e' a tutti gli effetti un reato. Se non si liberano gli scaffali dei tribunali, prima ancora delle carceri, non ci allontaneremo mai da questo stato di criminalita'. Sarebbe interessante sapere chi sono le persone coinvolte negli oltre 200mila processi prescritti. Non sara' mica il poveraccio, ladro di polli e di mele? Ci sono tanti reati che sono tenuti nascosti nell'albo nero dello Stato criminale. Inoltre, ritornando al discorso iniziale, sarebbe opportuno porre il problema di tipicizzare il reato di concorso esterno in organizzazione mafiosa. La definizione di questo reato e' molto complessa, e attualmente non c'e' una definizione. Secondo una ricerca del professor Fiandaca dell'Universita' di Palermo, sono circa 8mila le persone incriminate e solo 500 ricevono un processo. Sono 250 circa le persone incriminate. Tutti gli altri non possono avere l'onore dell'assoluzione. Percio' mi batto su per la definizione del reato di concorso esterno in organizzazione a delinquere, per non lasciarlo esclusivamente al convincimento dei magistrati.

Su Cosentino pero' ha influito il fatto di essere Parlamentare.

Infatti l'opinione pubblica si chiede “perch lui si e io no” riguardo al privilegio di cui i parlamentari possono beneficiare. Pero' c'e' da dire anche che per i magistrati Nicola Cosentino non e' un cittadino comune, ma un uomo di potere. Se non fosse stato un Parlamentare, forse, i magistrati non l' avrebbero nemmeno qualificato come referente nazionale dei Casalesi. Da cittadino comune non gli e' stato contestato niente. Dal '93 al 2005 i magistrati non hanno raccolto informazioni su di lui. Personalmente non condivido il modo di fare politica di Nicola Cosentino, anzi, lo condanno. Per me e' un criminale della politica, ma non lo stanno perseguendo per quello. Reputo pertanto incredibile solo pensare che un sottosegretario di Stato si metta a fare il referente nazionale dei Casalesi. Ribadisco che ognuno, prima di esprimere un giudizio, deve esaminare le carte e appurare un fatto, e cos abbiamo agito.

Se non ha altro da aggiungere...

Vorrei solo fare i ringraziamenti a quei 9 giornalisti che hanno lavorato alla stesura del libro “Il Casalese” e che, non vengono mai menzionati o interpellati. Hanno fatto un lavoro giornalistico splendido. Spero vivamente che il loro libro venga conosciuto a livello nazionale e appressato.