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2012 01 13 * l’Unità * Radicali decisivi nel voto in Aula. Nuova rottura con il gruppo Pd * Claudia Fusani

Con i sei voti radicali, Cosentino sarebbe andato in carcere per un voto di differenza. Rosy Bindi li accusa di scorrettezza. Enzo Carra rincara la dose. Ma i loro voti erano già contati alla vigilia tra i contrari all’arresto


Sei voti «determinanti» punta il dito il presidente del Pd Rosi Bindi contro la pattuglia radicale. «Ancora una volta sono stati scorretti, se avessero votato con noi le cose oggi sarebbe andate in maniera diversa» insiste.

Sei voti decisivi. Se i sei deputati radicali avessero votato a favore dell’arresto di Cosentino, secondo le indicazioni del Pd, i sì sarebbero stati 304 e i no 303. Il deputato di Casal di Principe sarebbe cioè andato in cella per un voto.

Ma non inaspettati. I sei voti radicali, infatti, erano già contati mercoledì sera, alla vigilia del voto, nel monte dei 298 voti a disposizione dell’ex coordinatore del pdl campano. Il punto quindi è capire da quale banco dell’emiciclo sono arrivati gli altri undici voti in più.

Tutto si può dire ma non che il no dei Radicali fosse inaspettato. Maurizio Turco, membro della Giunta per le autorizzazioni, è uno dei più profondi conoscitori del caso Cosentino e di Gomorra di Casal di Principe.

E questa volta, così come nel dicembre2009, Turco non ha mai avuto dubbi: «Cosentino potrà anche essere il referente politico nazionale dei casalesi» è la sintesi del suo ragionamento «ma questo non viene fuori dalle carte». E di carte Turco ne ha lette tante in questi anni. Non solo quelle arrivate in Giunta: si è procurato libri e più che altro gli atti dei processi Spartakus 1, 2 e quello al boss «Sandokan» Schiavone. Come se non bastasse, si è messo anche a seguire le udienze del processo in corso a Santa Maria Capua a Vetere dove Cosentino è imputato per associazione mafiosa, voto di scambio e altri favori ai clan.

Una scelta, quindi, fatta in piena coscienza che ha convinto anche gli altri cinque deputati radicali, Rita Bernardini, Matteo Mecacci, Farina Coscioni, Marco Beltrandi e Elisabetta Zamparutti. «Cosentino è già a processo. Il dibattimento è già incardinato Vediamo cosa succede. Che senso ha arrestarlo?» ha insistito Turco. E poi parole destinate soprattutto ai compagni di maggioranza, i deputati del Pd seduti lì sotto: «I Radicali non condividono le tesi della maggioranza. Noi non giudichiamo gli altri e voi non giudicate noi. Non criminalizzate decisioni diverse da quelle del conformismo imperante».

Non basta per evitare gli strali che subito dopo il voto si scatenano sulla pattuglia radicale. Quelli di Rosi Bindi, prima di tutto. E quelli di Enzo Carra: «Con il voto di oggi i radicali hanno contribuito a strappare Cosentino dal regolare corso della giustizia. Si tratta di una scelta scorretta e gravissima».

I Radicali hanno votato a favore dell’arresto di Papa, Milanese e Angelucci.

Ma lo scontro più grosso con il Pd è stato il giorno del voto sul rendiconto di bilancio. Quando furono, allora sì, decisivi per far scattare il quorum che salvò ancora per un mese Berlusconi.