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2003 04 14 * esposto alla Commissione Europea per attivare la procedura di infrazione per violazione da parte della Repubblica Italiana delle direttive sui rifiuti in Sicilia.

Alla Commissaria per l'ambiente
Margot Wallström

Avenue Beaulieu 5
BU5-4/7
1160 Bruxelles

Fax: 02 2981899

Email: Margot.Wallstrom@cec.eu.int

Bruxelles 14 aprile 2003

Oggetto: Violazione da parte della Repubblica Italiana della direttiva 75/442/CEE come modificata dalla direttiva 91/156/CEE nonché della direttiva 1999/31/CE.

Premesso che da notizie di stampa si apprende che negli ultimi mesi sono state scoperte in Sicilia circa cento discariche abusive e tra le altre:

a) discarica di rifiuti di ogni tipo, anche speciali e pericolosi, distribuita su cinque comuni in provincia di Messina, tra i monti peloritani e il torrente Mela, a ridosso di una zona turistica di grande importanza, vasta 225 km quadrati, pari ad un centesimo del territorio siciliano (ALL.1);
b) discarica di quantità industriali di rifiuti speciali non pericolosi sita nel comune di Ribera (Agrigento) in contrada Mancusi, zona sottoposta a vincolo geologico perché in prossimità del fiume Verdura, estesa 65mila metri quadrati (ALL.2);

c) diverse discariche di traversine ferroviarie, da considerarsi rifiuti speciali pericolosi in quanto impregnate di cresolati, tra le altre :
c.1) 215 tonnellate di traversine abbandonate nei pressi della stazione di Megara Giannalena, vicino al comune di Augusta (Siracusa) (ALL.3);
c.2) decine di migliaia di traversine di legno ammassate nelle stazioni ferroviarie di Messina centrale, Contesse, Camaro, Gesso, Milazzo, Barcellona, Giardini e S. Teresa Riva, Comuni della Provincia di Messina (ALL.4);

c.3) circa ventimila traversine abbandonate nei pressi della stazione di Palagonia, ricadente nel territorio di Lentini (Siracusa) (ALL.5);

c.4) trentacinquemila traversine ferroviarie accatastate nei pressi delle stazioni di Vittoria e Pozzallo, comuni della provincia di Ragusa (ALL.6);
d) discarica di carcasse di auto, elettrodomestici, pneumatici, batterie d'auto e materiale inerte estesa oltre 40 mila metri quadrati sita nel comune di Palma di Montechiaro (Agrigento) (ALL.7);
e) discarica di rifiuti di vario genere, dall'eternit contenente amianto a fusti contenenti un liquido ancora da esaminare oltre a tonnellate di rottami, macerie, vecchi pneumatici ed elettrodomestici, sita nel Comune di Marsala in contrada Fiumara Santonofrio (Trapani) estesa 205 mila metri quadrati (ALL.8);

f) discarica di materiale inerte, anche rifiuti speciali pericolosi, sita nel Comune di Ragusa in contrada Canicarao, estesa 60 mila metri quadrati in un'area sottoposta a vincoli paesaggistici, ambientali, idrogeologici e di interesse archeologico (ALL.9);

g) discarica di numerosi contenitori con la dicitura 'liquido infiammabile' e carcasse di elettrodomestici, sita nel Comune di Custonaci in contrada Tribli (Trapani) estesa 50 mila metri quadrati (ALL.10);

h) discarica di materiale tossico, rifiuti speciali come diversi fusti contenenti centinaia di litri di olio esausto, resti di autovetture rubate, centinaia di elettrodomestici, carcasse di animali e derrate alimentari scadute, sita all'interno di un torrente in secca del Comune di Modica (Ragusa) (ALL.11);

i) discarica di rifiuti, soprattutto materiale di risulta, sita nel rione Nesima, di proprietà dell'Iacp di Catania estesa 50mila metri quadrati (ALL.12);

l) discarica di sostanze altamente tossiche estesa oltre 2.500 metri quadrati, sita nel Comune di Monreale in contrada Cippi (Palermo), nei pressi del pozzo che alimenta i residenti dei comuni di Monreale e Montelepre. Tra i rifiuti di cava sono stati rinvenuti contenitori metallici e fusti contenenti sostanze chimiche pure, altamente inquinanti e tossiche e in grado di esplodere se poste a contatto con l'aria (ALL.13);

m) discarica di carcasse di auto, sfabricidi e rifiuti di ogni genere sita in contrada Madonna della Catena nel Comune di Termini Imerese (Palermo) estesa 15mila metri quadrati, terreno che, secondo gli investigatori, è di proprietà del Comune e della Provincia (ALL.14);

n) due discariche realizzate dai Comuni di Acate e Vittoria (Ragusa) perché ritenute sprovviste delle necessarie autorizzazioni della Prefettura. Quella di Acate è di circa 40 mila metri quadrati e sarebbe inoltre stata realizzata in assenza di una relazione geologica. La discarica sequestrata a Vittoria si trova nella pre-riserva dell'oasi protetta dei Pini di Aleppo (ALL.15).

Premesso che dall'Archivio Informativo Discariche della Regione Sicilia, aggiornato al 21 febbraio 2001, su 647 siti recensiti risulta che la bonifica è totale in 4 casi, è parziale in 21 ed è in corso in 8, a fronte di 278 siti non bonificati e 228 siti di cui non è specificato se vi è un intervento e di che tipo (ALL.16);

Premesso che ai sensi dell'articolo 7 della direttiva 75/442/CEE come modificata dalla direttiva 91/156/CEE articolo 4 n.1, e in particolare degli articoli 4, 8 e 9, nonché della direttiva 1999/31/CE del Consiglio sulle discariche di rifiuti gli Stati membri sono tenuti a adottare le disposizioni necessarie affinché ogni detentore di rifiuti li consegni ad un raccoglitore privato o pubblico, o ad un'impresa che effettua operazioni di recupero o smaltimento, a meno che il detentore dei rifiuti non provveda egli stesso al recupero o allo smaltimento; se l'identità del detentore è sconosciuta (come nel caso delle discariche illegali), spetta alle autorità nazionali adottare i provvedimenti necessari per conformarsi alle disposizioni dell'articolo 7;

Premesso che la discarica incontrollata di rifiuti protratta nel tempo rappresenta anche una violazione dell'articolo 4 della direttiva 75/442/CEE, in base al quale gli Stati membri devono adottare le misure necessarie per assicurare che i rifiuti devono essere recuperati o smaltiti senza pericolo per la salute umana e senza recare pregiudizio all'ambiente, in particolare senza creare rischi per l'aria, l'acqua, il suolo e per la fauna e la flora, senza causare inconvenienti da rumori o odori e senza danneggiare la natura e il paesaggio. Gli Stati membri devono inoltre adottare le misure necessarie per vietare l'abbandono, lo scarico e lo smaltimento incontrollato dei rifiuti. Concetto ribadito con particolare riferimento ai rifiuti pericolosi dalla direttiva 91/689/CEE;

Premesso che da notizie di stampa si apprende che il 27 gennaio 2003 la Procura di Termini Imerese ha disposto l'archiviazione di un'indagine per inquinamento ambientale nei confronti del sindaco Luigi Purpi che era sotto inchiesta per non avere bonificato alcune discariche abusive. L'archiviazione sarebbe stata giustificata dal fatto che il sindaco ha dimostrato che aveva predisposto un progetto specifico, ma che non lo aveva potuto attuare per mancanza di finanziamenti (ALL.17);

Premesso che per quanto riguarda la bonifica dei siti contaminati, la misura 1.4.2. del programma operativo regionale per la Sicilia (programmazione 2000-2006 dei Fondi strutturali) prevede il censimento e il ripristino dei siti inquinati e che, in base alle informazioni di cui dispone la Commissione, questa misura non è stata finora oggetto di finanziamenti né di richieste di finanziamento;

Considerati gli articoli 211 e 226 del trattato CE;

Chiede alla Commissione di avviare il procedimento di cui all'articolo 226 del Trattato CE nei confronti della Repubblica Italiana per violazione della direttiva 75/442/CEE come modificata dalla direttiva 91/156/CEE nonché della direttiva 1999/31/CE.

Distinti saluti

Maurizio Turco