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2008 06 26 * il Corriere della Sera * Bruno Bartoloni

TOMBA DI DE PEDIS, NON C’È L’EXTRATERRITORIALITÀ…

Così come fu l’allora cardinale vicario di Roma Ugo Poletti nel 1990 a dare il nulla osta per la tumulazione di Enrico De Pedis, sarà il cardinale Camillo Ruini, o il suo successore, ad autorizzare la riapertura della tomba su richiesta di un magistrato. Ma come spesso accade a Roma, l’intreccio delle autorità ecclesiastiche è complesso. Il palazzo dell’Apollinare dopo i Patti lateranensi del 1929, fa parte di un gruppo di 8 edifici che godono di «esenzione da espropriazione e tributi» ma non «dell’extraterritorialità».

Rientra quindi nelle competenze della diocesi e del cardinale vicario, nominare il rettore della basilica annessa al palazzo, come è avvenuto finora. Ma a complicare le cose ci sono vari elementi. Il cardinale vicario è il «vicario» del vescovo di Roma, cioè del papa, che rappresenta. Il «padrone di casa» del complesso esentasse e non espropriabile è l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (Apsa), un’istituzione vaticana.

Infine l’attuale affittuario, dal 1990, è l’università della Santa Croce, e cioè l’Opus Dei che è una prelatura, una diocesi senza territorio, indipendente rispetto alla diocesi di Roma. A semplificare la procedura per una richiesta di apertura della tomba c’è la dichiarata disponibilità di tutti gli attori. Un portavoce del vicariato l’ha confermata al Corriere.

Altrettanto ha assicurato un portavoce dell’Opus Dei. E soprattutto la Santa Sede, con padre Federico Lombardi, ha fatto sapere che il Vaticano «non vuole in alcun modo interferire con i compiti della magistratura». E la famiglia? Luciano De Pedis, fratello di «Renatino», dice: «E’ vergognoso, ma se lo devono fare che lo facciano subito, così non ne parliamo più».