Questo sito si avvale di cookie utili alle finalità illustrate nella Privacy Policy
Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

2015 11 06 * La Repubblica * Scarano, il monsignore dei segreti: “L’Apsa usata per riciclare i soldi di clienti eccellenti” * Fabio Tonacci

ROMA. "L'Apsa faceva quello che non doveva, perché è diventata una seconda banca del Vaticano concorrente dello Ior. Il caso Giampietro Nattino lo segnalai prima degli altri. I correntisti laici sono nascosti dietro conti cifrati, fondazioni, rubriche, lettere dell'alfabeto". Chi parla è un uomo che l'Apsa, l'Amministrazione del patrimonio della Sede apostolica, la conosce bene, perché ne è stato il contabile per 22 anni, fino a quando non è finito agli arresti nell'estate del 2013: monsignor Nunzio Scarano. Di sé dice di essere "una vittima", pur essendo imputato in due processi: a Roma per corruzione per il tentativo di far rientrare dalla Svizzera in Vaticano 40 milioni di euro degli armatori D'Amico ("dai D'amico ho avuto solo del bene, quello che mi hanno chiesto l'ho fatto con amore e se qualcuno mi ha truffato sarà punito dalla legge"), a Salerno per il riciclaggio di 560mila euro di donazioni fasulle ("mi sono fidato, sbagliando, del commercialista "). Non solo: a Salerno, sua città natale, è indagato anche per esercizio abusivo dell'attività finanziaria, per un prestito di 50mila euro. Ora, per la prima volta da quando sono iniziati i suoi guai con la giustizia, rompe il silenzio rispondendo nello studio del suo avvocato Silverio Sica.

A chi segnalò che c'era qualcosa che non andava con il presidente di Banca Finnat Nattino?
"Ai magistrati italiani che mi stavano interrogando a Regina Coeli. Gli parlai di possibili operazioni di aggiotaggio e spiegai che all'Apsa girava di tutto. Il tempo mi ha dato ragione".

Cosa disse, esattamente?
"La verità. E cioè che Nattino faceva parte del pacchetto di clienti dell'Apsa, con privilegi particolari perché essendo un uomo ricco e potente aveva tutto quello che voleva. Ma gli affari non erano chiari".

Come ha fatto Nattino a diventare cliente Apsa?
"Era un amico di amici. Così si diventa correntisti, conoscendo i delegati che dirigono le due sezioni, o il cardinale preposto o il segretario. La dirigenza, insomma. Ma di questo ne parlerò sotto confessione solo con il Santo Padre".

Di chi è amico Nattino?
"Non lo so".

Di quanti correntisti laici parliamo?
"Non ho una cifra precisa, molti sono stati mandati via. Erano soprattutto gli amici di quello che era il delegato della sezione straordinaria quando c'ero io, Paolo Mennini (ha lasciato l'Amministrazione nel novembre 2013, ndr), e dei suoi collaboratori. C'erano nomi eccellenti, tra i correntisti. Non mi risulta però che ci fossero politici italiani".

Che vantaggi offre un conto Apsa?
"È esente da tassazione e agisce in un altro Stato, per cui può entrare e uscire denaro dal Vaticano a nome dell'Apsa".

Quindi può sevire anche a riciclare?
"C'erano servigi e cortesie che non erano confacenti all'ufficio, a livello di operazioni finanziarie ".

Quanti soldi sono transitati?
"Tantissimi, i clienti ricchi non spostano certo 100 euro".

Lei ha sostenuto di averne parlato con il cardinale Tarcisio Bertone, ma lui ha smentito di averla incontrata.
"Appena fu nominato segretario di Stato, lo incontrai alla Torre San Giovanni una prima volta, poi una seconda nel salotto della segreteria di Stato. Gli parlai degli abusi e delle anomalie nella contabilità, per difendere la dignità della Santa Sede".

Lui come reagì?
"Mi ascoltò, ma poi non ha fatto niente. Ne ho parlato anche ad altri superiori della Segreteria di Stato, ma furono solo buchi nell'acqua. L'Apsa era diventata come una proprietà privata, che non portava più servigi alla Chiesa né opere di carità".

Ma chi erano i proprietari?
"I capi della gestione, guidati da fame di potere e rivalità. La prima battaglia che feci era per un terreno che valeva cento e lo volevano vendere a dieci, poi qualcuno mi minacciò facendomi capire che non era il caso di insistere ".

Da chi erano protetti?
"Da alcuni cardinali. Ma non è detto che sapessero cosa succedeva davvero all'Apsa, dipende da come venivano dette loro le cose. Forse avrei dovuto alzare la voce, denunciare davanti a testimoni. Ma ho la coscienza a posto ".

Davvero? Con due processi in corso e un terzo forse in arrivo?
"Io ho servito la chiesa e non me ne sono servito".

Non ha mai sbagliato niente?
"Ho combattuto contro tutti e non mi sono mai sporcato le mani. Non ho niente da rimproverarmi ".

Conosce Francesca Choauqui o monsignor Balda?
"Mai visti né sentiti".