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2002-09-09_economia

ECONOMIA
LIBERALIZZARE LE FRONTIERE DEI PAESI TERZI E PROTEGGERE QUELLE DELL'UNIONE. UNA POLITICA BIFRONTE CHE PAGANO I CONTRIBUENTI EUROPEI E GLI AFFAMATI DEI PAESI TERZI

Bruxelles, 9 settembre 2002 - "Mentre la Commissione europea da un lato presenta al WTO 109 richieste di liberalizzazione delle frontiere dei paesi terzi dall'altro continua a ben proteggere quelle dell'Unione a scapito dei paesi terzi. Paesi terzi che vengono "compensati" dall'Unione con l'elargizione di una elemosina denominata "aiuto allo sviluppo". Per comprendere i termini reali dello spreco di risorse economiche, senza dimenticare che vi è anche un costo certo in vite umane, ho chiesto alla Commissione di conoscere i settori e i paesi a cui sono rivolte le richieste di liberalizzazione e i benefici che ne trarrebbe l'Unione in caso di accoglimento. Così come vorrei sapere se l'Unione ha valutato e qual è l'entità dei costi della protezionistica politica agricola comune in termini di mancate esportazioni da parte dei paesi in via di sviluppo. Non vè" dubbio che questa politica bifronte e contraddittoria è nefasta sia per i contribuenti europei che per gli affamati del terzo mondo. Siamo dunque di fronte ad una politica che non tutela gli interessi dell'Unione se non di una parte privilegiata di essa, né contribuisce allo sviluppo dei paesi in via di sviluppo come si vuol far credere. In altri termini, la Commissione agendo in nome dei sacrosanti principi declamati dai Trattati, nella pratica viola la propria legalità."