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2002-09-21_giustizia

GIUSTIZIA
41BIS / LE LETTERE DEI DETENUTI AI RADICALI SOLO DOPO IL NULLA OSTA DEL MAGISTRATO

Roma, 21 settembre 2002 - Dichiarazione di Maurizio Turco, Presidente dei deputati radicali al parlamento europeo e Sergio D'Elia, Segretario di Nessuno Tocchi Caino, membri della direzione di Radicali italiani:

"Apprendiamo che con circolare del 10 settembre 2002 la Direzione dell'Amministrazione Penitenziaria ha disposto che le risposte dei detenuti giudicabili sottoposti al 41bis, ai moduli inviati dall'On.Maurizio Turco e dal Sig. Sergio D'Elia, deve essere accompagnata dal nulla osta dell'autorità giudiziaria competente. Questo anche nel caso le autorità giudiziarie competenti avessero in precedenza delegato la Direzione. Visto che tutta la corrispondenza dei detenuti sottoposti al 41bis è già sottoposta a censura l'unica motivazione per prendere un provvedimento simile è quella di ritardare la corrispondenza. Innanzitutto va detto che la corrispondenza avviene per ragioni di ufficio, visto che i parlamentari sono uno dei soggetti istituzionali atti a verificare le condizioni di detenzione. Cos" come va detto che gli effetti diretti di questo provvedimento sono contrari al diritto sancito dalla legge italiana e dalle convezioni internazionali del diritto alla corrispondenza. Per non parlare del fatto che gli uffici giudiziari avranno un sovraccarico di lavoro del tutto inutile ed immotivato o forse utile a ritardare ancora di più la discussione dei provvedimenti di 41bis, cosicché diventa impossibile adire la Corte costituzionale. Ma c'è anche il fatto che con questo provvedimento da oggi viene resa manifesta la sfiducia da parte del DAP nei confronti anche delle Direzioni, visto che nei confronti della Polizia penitenziaria è storica. Evidentemente non è più sufficiente che sia un magistrato ad aprire l'inchiesta, gestire le indagini ed eventuali collaboranti, inventarsi un teorema se del caso, ed emettere una sentenza. Non è più sufficiente che sia un magistrato a dirigere l'Amministrazione penitenziaria e sempre un magistrato a sorvegliare sulle condizioni di detenzione. Non è neanche più sufficiente che sia un magistrato il Presidente della Commissione antimafia e il relatore sul 41bis. Non è nemmeno sufficiente che i maggiori opinionionisti sul 41bis di grandi testate nazionali siano magistrati. Forse oggi è necessario che anche i direttori delle carceri siano dei magistrati?"