Questo sito si avvale di cookie utili alle finalità illustrate nella Privacy Policy
Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

2004 01 20 * parmalat * LA PROPOSTA UNILATERALE DI TREMONTI A G7 SU PARADISI FISCALI E' RIDUTTIVA E' NECESSARIO RIVEDERE E RAFFORZARE LE DECISIONI DEL CONSIGLIO EUROPEO DELL'ANNO SCORSO

Il Ministro Tremonti ha preannunciato di voler presentare anche al G7, una proposta di legge italiana, per la quale "le multinazionali che abbiano una posizione dominante in Italia, le eventuali partecipazioni situate in paesi che rientrano nella 'lista nera' siano trattate come se fossero in Italia, con l'obbligo di fare bilanci, applicare le regole di trasparenza, di responsabilita' e di corporate governance".
Maurizio Turco, Presidente dei deputati radicali al Parlamento europeo ha dichiarato:
"Questa proposta risente -evidentemente- dello scandalo Parmalat e dei suoi ancora poco chiari insegnamenti. Quale ruolo hanno infatti avuto le società di compensazione (società di clearing) nel ricostruire il percorso delle transazioni internazionali di denaro? I Ministri delle Finanze dell'UE, appena un anno fa, spostarono - nientemeno che al 2011 - per Lussemburgo, Austria e Belgio, il termine per l'"armonizzazione sui guadagni dei risparmi dei cittadini dell'Unione non residenti" - cioè l'abolizione del segreto bancario - solo quando ciò fosse avvenuto, tra gli altri, anche in Svizzera e Usa. Successivamente (il 3 giugno) il Consiglio e i rappresentanti degli Stati membri hanno adottato una risoluzione secondo la quale Regno Unito e Paesi Bassi si impegnavano ad abolire il segreto bancario entro il 2005 nei paradisi fiscali di loro pertinenza (Isole anglonormanne, Isola di man e territori dipendenti o associati dei Caraibi). Il Ministro Tremonti potrebbe riaprire la partita - che è partita mondiale e non solo italiana - proponendo la riduzione dei tempi di abolizione del segreto bancario nei paesi membri dell'Unione e nei loro territori dipendenti o associati, e proponendo il controllo pubblico delle società di compensazione."