Questo sito si avvale di cookie utili alle finalità illustrate nella Privacy Policy
Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

2010 06 22 * Difesa/Manovra economica * Presentati emendamenti, risparmi per 480 mln all’anno senza toccare stipendi militari e forze dell’ordine

Dichiarazione di Maurizio Turco, deputato radicale e cofondatore del Partito per la Tutela dei Diritti dei Militari (Pdm) e Luca Marco Comellini, segretario del Pdm:

Il decreto 78/2010, nel giustificare il blocco delle retribuzioni per tutti i comparti del pubblico impiego, pone a fondamento dell’operazione una presunta sperequazione a danno dei lavoratori del settore privato in termini-di aumenti retributivi nell’ultimo decennio rispetto ai dipendenti pubblici.

In particolare la Presidenza del Consiglio dei Ministri riporta il dato di un incremento retributivo di poco inferiore al 40% per i lavoratori pubblici-rispetto al 26% per i lavoratori privati.

Se è intenzione del Governo appianare tale presunto disequilibrio, non deve-sottacersi come il lavoratore privato ha goduto, nel medesimo periodo, di maggiori capacità di produrre altri redditi rispetto al pubblico dipendente,-proprio perché non costretto da una serie di incompatibilità di impiego, che-si risolvono nel divieto di esercitare altre arti, mestieri, imprese e professioni.

Di conseguenza appare logico corollario di tale operazione di riequilibrio-retributivo, la previsione di una norma che consenta ai lavoratori "pubblici", almeno per quelli ammessi al part time, di consentire la-compatibilità con il pubblico impiego del’esercizio di altri mestieri, arti, imprese e professioni, anche in armonia con i dettati del diritto comunitario.

Per queste ragioni i senatori radicali Marco Perduca e Donatella Poretti hanno presentato una serie di emendamenti che il Pdm ha appositamente-elaborato e che, oltre a riequilibrare gli effetti della manovra nei-confronti del personale dei comparti difesa e sicurezza, portano alle casse dello Stato maggiori risparmi stimati in 480 milioni di euro all’anno che-derivano dalla soppressione di alcuni benefici economici riservati a pochi-"eletti".

Circa 400 milioni all'anno di questi maggiori risparmi deriverebbero dall’applicazione di un comma aggiuntivo che, se approvato, escluderebbe i-pubblici dipendenti compreso il personale militare e delle Forze di Polizia di Stato, dalle incompatibilità per l’esercizio di arti, mestieri, imprese e-professioni anche in deroga alle incompatibilità previste dalle specifiche-normative di settore, fatte salve le ipotesi di conflitto di interessi.

"Quanto dichiarato nei giorni scorsi sulla manovra dal Cocer della Guardia di Finanza, e dai Segretari dei maggiori sindacati di polizia, dichiarano il deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del Pdm, e Luca Marco Comellini, segretario del Pdm - ha trovato la nostra piena condivisione e gli emendamenti che abbiamo presentato, tramite i senatori radicali Marco-Perduca e Donatella Poretti, rappresentano il giusto equilibrio tra la-"responsabilità" che è richiesta ad ogni cittadino in situazioni di-emergenza come è quella attuale e una efficace politica per garantire ai-"Cittadini in Divisa" quei riconoscimenti che fino ad oggi sono stati solo-promessi da chi governa ed ha il dovere della concretezza. Ulteriori risorse per fronteggiare questo periodo di particolare crisi economica potranno-sicuramente essere reperite tramite la riduzione dei programmi di-acquisizione di armamenti, come quello che riguarda il caccia JFS perché è-illogico continuare a comprare armi e sistemi che con i continui tagli di-bilancio resterebbero comunque inutilizzati per carenza di fondi da destinare all’addestramento e alla manutenzione. I militari e i poliziotti

concludono non possono accettare che di fronte ai sacrifici che lo Stato quotidianamente gli richiede, compreso quello della propria vita, i loro già magri stipendi, le loro carriere e le loro pensioni siano ulteriormente-penalizzati per soddisfare gli appetiti dei mercanti di armi o quelli di una politica di governo che anche sulla Difesa e Sicurezza è sconclusionata e fine a se stessa.