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2010 12 03 * Decreto sicurezza, Turco e Comellini: sulla specificità comparti difesa e sicurezza le chiacchiere stanno a zero, i fatti pure

Ieri, durante la discussione per la conversione in legge del decreto-legge 12 novembre 2010, n. 187, recante misure urgenti in materia di sicurezza, all’esame della camera dei deputati abbiamo assistito alla solita falsa levata di scudi a difesa della specificità del comparto di sicurezza e difesa. Una sequenza impressionante di chiacchiere, di spettacolari voli pindarici e di arrampicate sugli specchi che alla fine si sono risolti nel nulla.
Solo 9 deputati tra cui i 5 radicali presenti in Aula, hanno avuto il coraggio di votare contro questo “provvedimento emergenziale della flagranza differita” mentre anche chi, secondo alcuni, ha protestato con veemenza per il mancato riconoscimento della specificità dei comparti difesa e sicurezza ha votato a favore confermando quanto noi diciamo da tempo: la specificità è una norma vuota di contenuti economici ma piena di repressioni.
Quell’emendamento era volto ad escludere dall'ambito di applicazione dell'articolo 9, comma 1 del decreto-legge n. 78 del 2010, poi convertito nella legge n. 122 del 2010, le peculiari indennità e gli istituti di progressione economica correlati allo status e alla specificità del personale del comparto sicurezza e difesa del Corpo nazionale dei vigili del fuoco ed è stato ritirato perché il Governo sa perfettamente che gli servirebbero più di 2.000 milioni di euro che non ha (840 M€ per la difesa e 1.300 M€ per la sicurezza).
Ma se non ci sono neanche i soldi per pagare i militari e ai poliziotti gli arretrati del contratto 2008/2009 firmato lo scorso 16 settembre, di cosa vogliamo ancora discutere?