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1998 07 02 * la Padania * Telecinco: giudice spagnolo chiede deposizione di Silvio

Forza Italia: «È il solito accanimento giudiziario che parte da Milano»

Il giudice spagnolo Baltasar Garcon che indaga sul caso di presunta frode in cui sono coinvolti ex dirigenti della catena televisiva “Telecinco”, ha convocato a deporre in Spagna il 23 luglio prossimo Silvio Berlusconi. Lo hanno reso noto fonti giudiziarie spagnole citate dall’agenzia di stampa spagnola “Efe”. Secondo le fonti, con Berlusconi sono stati convocati a deporre anche Marcello Dell’Utri il 23 luglio e il 24 Alfredo Messina e Giorgio Vanoni. Berlusconi e gli altri dirigenti

della Fininvest si rifiutarono nel febbraio scorso di rispondere alle domande di Garcon, recatosi appositamente in Italia, sostenendo, ricorda l’”Efe”, che l’inchiesta contro di loro «non era maturata da esigenze sorte in Spagna».

Il giudice spagnolo Baltazar Garcon aveva già convocato Silvio Berlusconi per un colloquio a Milano nella scorsa primavera, ma l’ex presidente della Fininvest non si era presentato. Il giudice era quindi rientrato in Spagna senza poter ascoltarlo. Un portavoce della Fininvest ieri sera ha ribadito la totale correttezza del gruppo nella vicenda di Telecinco. La Fininvest ha sempre sottolineato che la vicenda Telecinco parte da una verifica fiscale che ha escluso ogni ipotesi di illecito penale.

Quando le cose vanno bene per Forza Italia con successi elettorali e crescita di consenso, «ecco intervenire tempestiva la visibilissima mano delle procure, con il loro collaudato accanimento giudiziario e furore ideologico». Lo afferma Giovanni Dell’Elce, componente del comitato di presidenza di Forza Italia, per il quale «c’è una trama sempre più trasparente che parte da Milano e va oltre».

«Ieri le gravissime dichiarazioni di Davigo contro Berlusconi, oggi – ha aggiunto – le notizie sul presunto ordine di comparizione inviato al leader di Forza Italia e del Polo dai giudici spagnoli che da anni indagano su Telecinco».

«Anche al più candido e ingenuo praticante della politica – osserva Dell’Elce – non può sfuggire la curiosa successione degli accadimenti».

E a proposito del presunto accanimento “ideologico” sottolineato più volte da Berlusconi, c’è da sottolineare una notizia riguardante la richiesta, fatta dal leader di Forza Italia, di spostare da Milano le procedure giudiziarie che lo riguardano.

«Il presidente Silvio Berlusconi sa che, ovviamente, il pubblico ministero non può essere ricusato nel nostro ordinamento. Giuridicamente il pm non è mai ricusabile, quindi mi sembra faccia una specie di ricusazione globale di tutti i magistrati e dei giudici». Lo ha affermato il procuratore nazionale antimafia, Pierluigi Vigna, a margine del convegno su «Sicurezza interna e lotta alla criminalità organizzata», che si è svolto ieri a Loveno dì Menaggio.

Dalle notizie apparse sulla stampa – ha detto Vina – le richieste di Berlusconi sembra siano fondate su motivi abbastanza generici».

E ha aggiunto: «In Italia c’è l’obbligatorietà dell’azione penale ed è pacifico che una inchiesta può avere una ricaduta politica oggettiva, Altra cosa, però, è l’intenzione politica che io, sinceramente, non ravviso».