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2016 01 15 * Partito Radicale * lettera all'indirizzario radicale * Maurizio Turco

Cara, Caro,

nell'augurarti un 2016 foriero di quel che desideri, ho pensato di donarti quella che può essere considerata la “Costituzione del Partito Radicale”, il Preambolo allo Statuto.
L'avrai senz'altro letto più di una volta, e ne conosci la storia: che fu concepito e scritto da Marco Pannella agli inizi della lotta del Partito Radicale contro lo sterminio per fame, sete e guerre nel mondo, ed approvato dal 23mo Congresso nel marzo del 1980.
La lettura di questo breve ma denso testo spiega bene e molto delle ragioni del Partito Radicale e delle sue conseguenti lotte.
Spiega soprattutto che l'aver "anticipato" vere e proprie proposte di governo per i drammi che poi avrebbe vissuto l'umanità, non era qualcosa di estraneo, avulso all'agenda politica; al contrario, alla luce dei successivi fattipossiamo dire che quello era il momento giusto per prevenire quelli che poi sarebbero divenuti drammi "ineludibili".
Tutti, ma davvero tutti, i disastri di oggi si potevano prevedere e prevenire. Certo: costava essere antipopolari, correre il rischio di essere considerati estranei all'attualità politica, ai problemi concreti. E noi, il PartitoRadicale, il prezzo dell'impopolarità, per non essere antipopolari l'abbiamo pagato con consapevolezza, e rivendicato.
Oggi il Partito Radicale è impegnato in una campagna perché lo Stato Italiano si faccia portatore alle Nazioni Unite del progetto per l'affermazione dello Stato di Diritto e il Diritto umano e civile alla Conoscenza.

Siamo convinti che questa sia la risposta, lavera alternativa allo Stato di emergenza che ormai si presenta come unica soluzione al terrorismo dell'Isis, dei fanatismi fondamentalisti e di chi ha interesse a manovrarli, essendo l'uno e gli altri uniti nella negazione più o meno accentuata del diritto.Stato di emergenza, e quindi torna la guerra, esplicitamente dichiarata; di pari passo si accentuano corruzione e violenza,qualunquismi e populismi di ogni risma scorrazzano in strade e piazze, soprattutto quelle mediatiche e televisive. Gli unici che non possono “partecipare”, a cui viene impedito e negato il diritto di poter comunicare, e al popolo che siamo di poter conoscere e valutare, sono i radicali: non a caso vengono silenziati, essendo portatori di una proposta radicalmente alternativa al terrorismo e allo Stato di non diritto.Ricorderai, è già accaduto: quando si era impegnati nella lotta contro l’olocausto per fame, all’inizio ci si accusava di essere avulsi dai problemi concreti e “veri”, avulsi dalla vita quotidiana dei cittadini, dalla politica tout court; sono occorsi mesi, anni, perché si riconoscesse che è stata una delle lotte più pregnanti e caratterizzanti del Partito Radicale. Una lotta, lo ricordo ancora, iniziata con la denuncia di Pannella: che i milioni di morti per fame preannunciati dalle Nazioni Unite erano il prodotto dell'ordine (o meglio del disordine organizzato) economico internazionale. "Ordine" che ha dispiegato, si spera fino in fondo, il suo potenziale di distruzione, mentre siamo, oggi, nel pieno delle guerre per l'acqua e per il possesso di risorse energetiche; guerre che non ci meravigliano perché – anche queste!, e ancora una volta – puntualmente previste; e avevamo, come continuiamo a fare, formulato proposte per prevenirle.Si potrebbe riempire non un libro ma un'enciclopedia di disastri pre/visti; “allarmi” sempre accompagnati da precise proposte per evitarli, scongiurarli: dal debito pubblico che ci sta uccidendo, all'Unione europea che muore, vittima del tradimento dei valori che l’hanno ispirata.In tutti questi anni, in mezzo a tutte queste vere e proprie tragedie, siamo comunque riusciti a resistere, a fare da barriera; alcune volte siamo riusciti a convincere della bontà e dell’efficacia, delle nostre proposte; e più di una volta, a posteriori, si è riconosciuto che erano l’antidoto, il contravveleno alla “peste” che non si è voluto contrastare, che si è lasciato dilagare…Come oggi, del resto: impegnati nella campagna per la transizione verso lo Stato di Diritto democratico laico federalista e il Diritto umano e civile alla Conoscenza, si ripropone il problema di costruire il soggetto politico con il quale portare avanti questa lotta.E' ancora una volta quanto riteniamo necessario, non per noi, per il Partito Radicale ma – e chiedo scusa se può apparire presuntuoso – per l'intera umanità.Ci ritroviamo ancora una volta nelle condizioni sempre più simili a quelle di Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi: che, confinati a Ventotene, mentre in Europa imperversavano Mussolini, Hitler Franco, Salazar, da una parte, e Stalin dall’altra, progettavano gli Stati Uniti d'Europa: concreta, realistica risposta e alternativa non solo alle dittatureallora imperanti, ma per prevenirne di nuove.Senza dimenticare quanto lo stesso Ernesto Rossi scrisse nel 1944 … se daremo tempo agli uomini di dimenticare quel che è stata la guerra, se consentiremo alla materia che allora si presenterà fluida, fumante, di rassodarsi nei vecchi stampi degli stati nazionali, ricadremo dopo poco nel caos, che ci riporterà inevitabilmente, a breve distanza di tempo, in un’altra conflagrazione mondiale. E l’unificazione dell’Europa sarà allora all’opera, non della collaborazione dei popoli liberi, ma della ferrea imposizione di un Hitler più fortunato.Il Partito Radicale del 2016 si ricostituisce sulla lotta per la transizione verso lo Stato di diritto democratico laico federalista, i diritti umani e il Diritto alla conoscenza per battere l'affermarsi degli Stati di emergenza e dei fondamentalisti.E su questo, per questo, che ti chiedo di iscriverti al Partito Radicale; e se lo hai già fatto te ne ringrazio.

A presto,

Maurizio Turco
tesoriere del Partito Radicale