Questo sito si avvale di cookie utili alle finalità illustrate nella Privacy Policy
Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

2017 02 20 * medium.com/notizie-radicali * Il Partito Radicale è innanzitutto lo Statuto e coloro che lo seguono, rispettano, e fanno vivere, o non è nulla. * Maurizio Turco

Il 40° Congresso del Partito Radicale di Roma-Rebibbia ha posto l'obiettivo dei 3000 iscritti nel 2017 e nel 2018 e che "che ove non si realizzino le condizioni minime richieste, siano attivate tutte le procedure atte alla liquidazione dell'attività del partito."

Successivamente ci sono stati i congressi dell'associazione Coscioni e di Radicali Italiani e che anziché partecipare alla campagna per la vita del Partito

hanno preferito impegnarsi, rispettivamente e in maniera convergente, a ricercare "sinergie con altri individui o associazioni a partire dagli altri soggetti della cosiddetta “galassia radicale”." e a "riconquistare la vita politica e democratica del Partito Radicale innanzitutto attraverso iniziative transnazionali di Radicali italiani, (…) e la promozione di un coordinamento aperto ai soggetti dell’area". Scelte ribadite ed aggravate dalle successive assise degli organismi nazionali. Arrivando il Consiglio generale dell'associazione Coscioni a deliberare di "resistere all’estromissione in atto". Mentre sui social si incitano alla resistenza nonviolenta, all'occupazione, allo sciopero della fame. 

Avevo già fatto presente nella lettera I furbetti del partitino (consulenza per i compagni espulsi o in via di espulsione) che non era la prima volta che il Partito Radicale veniva chiamato a queste prove.

All'indomani del Congresso di Bologna del 1977, mentre dirigenti del Partito occupavano la sede perché non condividevano le scelte congressuali, Marco Pannella scrisse un lungo articolo per Notizie Radicali. Ne ho salvato i pezzi che a mio avviso rappresentano una risposta a chi oggi s'attrezza a resistere (c'è sempre una prima volta) contro le decisioni congressuali del Partito radicale.

* * *

Compagni radicali … digiunatori e occupanti, compagni che vi credete "duri e puri" senza forse immaginare che durezza e purezza sono conquiste morali e intellettuali, materiali e storiche (non mistiche), e non il restare allo stato di natura o non sapere quello che si vuole (com'è comodo!) (…)
Ma voi avete, come persone e come cittadini, … tutti i diritti di fare e dire quel che vi pare, conviene, e siete capaci.
Come radicali, lasciatemelo dire, no. (…) Per me, in questo momento, operate al di fuori e contro il Partito, com'è il vostro diritto. Forse non ne siete nemmeno coscienti (…) E chi è dentro e chi è fuori dal Partito, sia ben chiaro, ha la stessa dignità o può avere le più disparate e relative dosi di ragione e di ragioni.
Essere radicali del Partito Radicale, significa agire e operare nell'ambito di questo incredibile suo statuto libertario, statuto fortissimo, rigidissimo, proprio perché fondato sul rispetto dei comportamenti e delle libere e responsabili scelte di ciascuno e di tutti.
Ho invece letto (…) che la politica votata dalla maggioranza qualificata del Partito Radicale, come previsto dallo statuto, è stata "ignobile". Lo avete affermato pubblicamente; per difendere questo punto di vista e legittimarlo, digiunate e "occupate". Ebbene, lo Statuto del Partito, oggi, vincola nello stesso modo il primo e l'ultimo degli iscritti … a rispettare e attuare le delibere congressuali e del Consiglio Federativo.
Nel nostro Partito (…) nessuno può essere espulso, sanzionato anche solo moralmente, così come non può essere respinto, in nessun caso (…) E questo Statuto è così importante, così fondamentale, che - capovolgendo la logica non libertaria - lo Statuto può esser mutato anche dalla semplice maggioranza relativa dei votanti di un Congresso. Che senso avrebbe, infatti, mantenere uno Statuto libertario quando una maggioranza sia pure minima e occasionale dei partecipanti ad un Congresso gli fosse ostile? (…) Nessuno di voi osa solamente insinuare che questo Statuto non è stato rispettato, alla lettera, nel più fiscale e duro dei modi, da tutti i vostri attuali "nemici", disprezzati e insultati direttamente e indirettamente da voi. (…) Invece di attuare quelle delibere che tutti gli iscritti sono ora vincolati a vivere come proprie, voi le combattete. Arrivate a chiedere di non attuarle agli organi del Partito, e per questo "occupate", digiunate, lottate, protestate. Come considerarvi, in queste condizioni, radicali del Partito Radicale? (…) I radicali del Partito non hanno tempo di controbattervi, né accesso come voi ai mass-media. tutti i radicali del Partito Radicale (…) Sanno di avere ormai i giorni, più che le settimane, come Partito, contati prima di morire seppelliti e schiacciati dai 330 milioni di debiti e dall'impossibilità di lottare che ne deriva. Anche voi avevate concorso, sembra, a porre il Partito in queste condizioni. (…) Vi comprendo, ma laicamente devo giudicare i vostri comportamenti, non le vostre coscienze e i vostri incubi o disperazioni, sentimenti o risentimenti. (…) Compagni, nella grande maggioranza, lo siete e lo restate; ma, come tanti, innanzitutto anti-Partito Radicale, poiché il Partito Radicale è innanzitutto lo Statuto e coloro che lo seguono, rispettano, e fanno vivere, o non è nulla. Quanto a me, già penso al prossimo Congresso ordinario. (…) Cerco di comprendere come sarà possibile non esserne travolti, tutti. (…) Allora, penso alla chiusura che mi sembra incombere, vera, pressoché totale e definitiva del Partito senza autofinanziamento adeguato; (…) alle leggi tremende che si stanno per proporre e votare; alle carceri sempre più piene, ai diversi sempre più in pericolo, al deserto che mi sembra sempre più sorgere attorno a noi, quanto a progetti e strategie e metodi politici alternativi; alla marea di compagne, di sorelle e di fratelli radicali, che lottano e sperano con noi, che non hanno diritto nemmeno ad un centesimo dell'attenzione che voi reclamate e avete ottenuto perché - come noi - vivono con serenità e convinzione, con amore e speranza, con fierezza e umiltà, le difficoltà immense d'esser radicali, ma con angoscia quanto accade ovunque attorno a noi, ed è quindi verso questo "esterno" che indirizzano le loro critiche e le loro polemiche, le loro lotte e le loro disubbidienze. (…) Mi auguro solamente che tutti coloro che leggono questo foglio, tutti coloro che oggi comprendono meglio cosa significhi essere non genericamente "radicali" ma radicali del Partito Radicale, accorrano subito ad iscriversi anch'essi, a difendere anche contro questo nuovo naturale pericolo un partito che, ne sono sicuro, sempre più è amato e rispettato, compreso e difeso da decine di migliaia di compagne e compagni, di donne e uomini di ogni età e condizione. E' necessario e urgente. (…) Partecipare anche voi, soprattutto voi che non l'avete mai fatto, per modestia, per inerzia, per solitudine, per sottovalutazione dell'importanza di ciascuno per tutti. (…) Grazie e buon lavoro a tutti, compagne e compagni del Partito.