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2019 05 31 * fb * Emma l’onnivora, basta bugie. * Maurizio Turco

Il 23 maggio, alla domanda di Enrico Mentana che le chiedeva se non era il caso di “dare una rispolveratina al Partito Radicale”, Emma Bonino rispondeva “radicali italiani esistono e continuano a combattere …. Il partito più Europa è fatto appunto di quella cultura, di quella tradizione di quella militanza che esiste tutt’oggi.”

Che più europa sia fatto della cultura, della tradizione e della militanza del Partito Radicale è una bugia. E’ la bugia che ha resistito per tutta la campagna elettorale grazie a tutti i media che hanno assecondato che dietro LA foto della campagna elettorale, la foto di Emma Bonino, ci fosse la storia del Partito Radicale.

E invece, sia il partito che le liste di più europa non hanno nulla a che fare con la cultura del PR. E lo dico con il massimo rispetto per la cultura politica e la persona Tabacci, rispetto che ho manifestato pubblicamente in tempi non sospetti.
E a chi in queste ore prende di mira Benedetto Della Vedova, devo dire che Benedetto ha sempre detto quale era il suo approccio alla politica. Non ha né simulato né dissimulato. Ma anche il suo approccio non mi sembra c'entri molto con la cultura del Partito radicale. Con questo non voglio negare l’apporto al Partito radicale di chiunque c’è stato e fin quando c’è stato. Vale per Benedetto, per Emma e chiunque altro.

Detto questo, ai compagni che in questi anni hanno creduto che Emma gli avrebbe dato una sponda anche elettorale, non resta che prendere atto che gli ha negato anche quella politica.

* * *

Non è andata diversamente con Monica Guerzoni quando l’ha intervistata per 7 del corriere della sera il 17 maggio.

Emma ad un certo punto dell’intervista afferma: «Io e Marco non abbiamo mai litigato, ha fatto tutto da solo e forse è questo che mi ha fatto più male. Con il tempo deve essere maturata una disistima di cui non mi ero accorta. Non so quando sia scattato, ho anche smesso di pensarci». Neanche Marco ha mai litigato con lei, né ha maturato una disistima. Semplicemente quando Emma ha smesso di frequentare il Partito per frequentare stabilmente altri ambienti, Marco ha ridetto quel che ha sempre pensato e detto, non in una riunione di partito ma al corsera e a repubblica.

D’altronde Marco perché avrebbe dovuto prendersela? Già nel 1989 Emma aveva affermato “(…) Io sto in questo partito con mille riserve, mille diffidenze, mille ricerche di equilibri altri mille ... mille ... mille … mi manca un dato di integrità nel modo in cui ci sto, nelle tensioni che sento dentro e non perché abbia trovato altrove chissà quali soluzioni entusiasmanti – se le avessi trovate non starei qui – ma perché semplicemente di fronte ad una soluzione difficile ognuno tenta di resistere senza sconvolgimenti. (…)” Eppoi ci sarebbe stata l’elezione al Parlamento europeo, eppoi la commissaria europea, eppoi l’elezione nella rosa nel pugno e i ministeri, eppoi l’elezione con la delegazione radicale nel Pd, fino a quando Emma non ha capito che Marco aveva finito gli eppoi.

Ma il bello dell’intervista deve ancora venire. Guerzoni ad un certo punto scrive “L’ultima volta che ha sentito la sua voce è stato a Pasqua del 2016.”
In realtà l’anno esatto era il 2014: due pasque prima della morte di Marco. Ritroviamo Emma due anni dopo in funzione prèfica 2.0 il giorno della solenne cerimonia organizzata alla Camera dei Deputati da Roberto Giachetti. Per non dire del funerale popolare a Piazza Navona, dove Emma celebra il defunto invocando la ritrita “amatemi di meno votatemi di più”.

Mirabile la descrizione di come Emma in visita a Marco lo trova «Stava malissimo, sotto morfina. Ero andata a trovarlo in ospedale e non mi aveva riconosciuta, tanto che poi negò che fossi andata. Non sapevo più cosa fare e chiamai Papa Francesco, lo pregai di telefonare a Marco e convincerlo a smettere».
Le persone presenti ai fatti narrano un’altra storia: Marco non la volle ricevere!

E ancora «Dopo 40 anni di convivenza politica ha cominciato a insultarmi attraverso Radio Radicale». E perché mai una critica politica, ripeto: peraltro nota, deve essere vissuta come un insulto, se non per avere l’alibi di essere stata mandata via anziché essersene andata via, e ben prima di quella pasqua del 2014?

* * *

Infine, radicali italiani sta facendo circolare una “analisi” del voto con la serie storica del voto alle "liste dei radicali o da loro partecipate", nella quale la lista più Europa risulta essere in continuità con quella storia.
Forse però non hanno letto bene la figura dalla quale emerge che a nord ovest si perdono 68.431 voti, è la sola circoscrizione nella quale non ci sono candidati di spessore per consentire l’eventuale elezione dei capolista boniniani. A differenza del Nord est dove c’è un incremento di soli 6.666 voti a fronte di oltre 20mila preferenze di una candidata proveniente da un raggruppamento di ex grillini. Per non dire del sud, dove c’è stato un incremento di 71mila voti. Con la Puglia che è la seconda regione per voti percentuali con il 4,98%. La lista più Europa che per via logica avrebbe dovuto prendere più voti alle elezioni europee che a quelle nazionali, in realtà ne perde 50.421 all’estero e 18.704 in Italia. Questo nonostante l’apporto dei candidati di Italia in Comune, del Partito democratico europeo, del Partito Repubblicano, del Partito Socialista e nonostante gli sms vota radicale e gli appelli di “radicali storici”.


E’ sempre più evidente che l’immagine pubblica vagamente radicale di più Europa diventa sempre più un abuso rispetto all'identità fortemente democristiana. 
L'ultima bugia.