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2006 03 04 * Il Secolo XIX * All'assemblea dei vescovi: "Non violiamo la laicità dello Stato quando difendiamo la vita e la famiglia". Nuovo attacco di Ruini ai Pacs Il Papa reclama il diritto di intervenire in politica * Luca De Carolis

«Nel difendere la vita e la famiglia non violiamo la laicità dello Stato». Ieri mattina, parlando all'assemblea dei vescovi italiani in Vaticano, Papa Benedetto XVI ha rivendicato il diritto della Chiesa di richiamare il valore di alcuni fondamentali principi etici radicati nella grande eredità cristiana dell'Europa e in particolare dell'italia». Principi come il matrimonio tra persone di sesso diverso o la lotta all'aborto su cui Ratzinger, avversario di quello che definisce 'il relativismo laico', si è spesso soffermato nel suo primo anno di pontificato, sollevando prote ste nel mondo laico e in una parte minoritaria di quello cattolico. L'ultima, la più discussa. è venuta - sia pure a titolo personale e con modi garbati - dal presidente della Camera Fausto Bertinotti, che ha critica l'atteggiamento della Chiesa verso le unioni di fatto.

Reazioni che non hanno dissuaso il Papa dal ribadire più volte la sua contrarietà ai Pacs o alle unioni omosessuali. Un dissenso che secondo il Pontefice non rappresenta pero un attacco alla sovranirà dello Stato italiano. «La Chiesa - ha detto ieri - è ben consapevole che alla struttura fondamentale del cristianesimo appartiene la distinzione tra ciò che è di Cesare e ciò che è di Dio, cioè tra lo Stato e la Chiesa. La Chiesa non solo riconosce e rispetta questa distinzione e autonomia, ma di essa si rallegra, come di un grande progresso dell'umanità e di una condizione fondamentale per la sua stessa libertà e per la sua missione di salvezza». Benedetto XVI ha però precisato che «la Chiesa non può venire meno al compito di purificare la ragione, mediante la proposta della propria dottrina sociale, e di risvegliare le forze morali e spirituali, aprendo la volontà alle autentiche esigenze del bene». A detta del Pontefice quindi «difendendo valori etici fondamentali non commettiamo alcuna violazione della laicità dello Stato, ma contribuiamo piuttosto a garantire e promuovere la dignita della persona e il bene della società». Concetti ribaditi ieri anche dal presidente della Cei Camillo Ruini, intervenuto prima del Pontefice a nome di tutti i vescovi. «La Chiesa - ha detto Ruini - ha il diritto di intervenire in difesa di quei principi non negoziabili che riguardano in particolare la promozione e la tutela della vita umana, della famiglia fondata sul matrimonio e del diritto dei genitori ad educare i loro figli».

Il cardinale, che in autunno lascerà la guida della Cei (dovrebbe sostituirlo il patriarca di Venezia Angelo Scola) ha poi aggiunto che «le reazioni e le polemiche contro l'insegnamenro della Chiesa talvolta assumono forme particolarmente inappropriate: ciò rende ancora più evidente la necessità di una parola chiara e coraggiosa. Come vescovi uniamo quindi le nostre voci a quella del Papa, punto illuminante e indispensabile in un tempo nel quale vengono messe in discussione le verità fondamentali inscritte nel nostro essere». Le parole del Pontefice (che ieri ha confermato la sua partecipazione alla Giornata mondiale della gioventù a Sidney nel 2008) hanno suscitato molte reazioni nel mondo politico. Critica quella di Maurizio Turco (Rosa nel Pugno) : «La Chiesa non è la guardiana della laicità dello Stato, che a sua volta non controlla la cristianità della Chiesa. Noi chiediamo il rispetto del diritto penale da parte della Santa Sede, e che le gerarchie vaticane assumano iniziative pubbliche atte a garantire che gli ecclesiastici accusati di reati godano delle stesse garanzie accordate ai comuni cittadini». Di tenore opposto il commento di Riccardo Pedtizzi (An), che ha duramente attaccato un altro esponente della Rnp, Daniele Capezzone: «Qualcuno informi il degno erede di Pannella che il suo argomentare non solo ha stancato, ma dimostra ignoranza circa il ruolo e la funzione della Chiesa». L'Osservatore Romano, il quotidiano della Santa Sede, ha invece invitato "il pensiero laico" ad accettare gli interventi del Papa sulla famiglia «perché non può più permettersi dogmatismi fragili e antiquati».